Il meeting, intitolato Effetto Dinamo, è stato organizzato dall’assessore regionale Udc Stefano Valdegamberi, per il 12 e 13 febbraio a pochi giorni dall’apertura della campagna elettorale, di fatto già avviata da settimane, e a poco più di un mese dalle elezioni regionali. La due giorni di Soave sarà completamente gratuita, con vitto e alloggio pagati dalla Regione a tutti e si prevede la partecipazione di centinaia e centinaia di ragazzi. Giovani, ma non giovanissimi. Si poteva immaginare il coinvolgimento degli adolescenti, invece l’iniziativa è rivolta ad una fascia di età che va dai 18 ai 30 anni, forse perché prima non possono votare. All’evento, poco opportuno, hanno aderito alcuni Comuni, al 90 per cento però si tratta di amministrazioni deve l’Udc è presente in giunta. Come a Belluno. Il capoluogo infatti ha organizzato una corriera gratuita con 50 posti per portare a Soave ragazzi da tutta la provincia di Belluno. La notizia appare tra le più importanti nell’home page del Comune e da giorni Da Rin raccoglie le adesioni, ma i suoi colleghi di giunta non ne erano stati informati e la cosa ha irritato moltissimo i più, anche perché i margini di spesa di ogni assessore sono praticamente a zero. Alla base c’è il fatto che l’Udc correrà da solo alle elezioni regionali e la campagna elettorale contro il candidato Zaia è incalzante. Ora alcuni assessori e buona parte della maggioranza chiedono la testa di Da Rin, che è anche segretario provinciale dei centristi, ma insieme alla sua è in pericolo anche quella di Luciano Reolon, assessore del Pne che in consiglio comunale non esiste più e che per le regionali si è alleato con De Poli. A queste si aggiunge il caso Colleselli, che ha lasciato tutte le cariche nell’Udc (pur restando iscritto) in contrasto con la linea del partito: «L’ultima trovata elettorale dell’Udc mi meraviglia», dice il deputato della Lega Franco Gidoni che per primo ha sottolineato le incongruenze di Da Rin e dell’Udc. «Ribadisce con forza la necessità che l’Udc esca dalla giunta Prade perché la sua posizione è sempre più insostenibile. Penso all’uscita di Colleselli, ma guardo anche a Feltre, dove il consigliere Udc ha annunciato il suo no all’Altanen».Il 12 e 13 febbraio. Il Comune di Belluno organizza una corriera per i giovani
Si terrà a Soave, in provincia di Verona, nei prossimi 12 e 13 febbraio, il meeting regionale dei giovani, organizzato dalla Regione Veneto in continuità con i meeting già realizzati negli anni scorsi.
L’obiettivo dichiarato è quello di valorizzare il vissuto e le esperienze dei giovani nei processi partecipativi; condividere metodi di crescita e di promozione dell’autonomia; promuovere la trasversalità degli interessi che ruotano intorno al mondo giovanile e accumulare l’”energia” positiva dei giovani, in modo tale che diventino volano di idee nel loro territorio.
Il meeting si inserisce all’interno di un’ampia programmazione regionale contenuta in un documento siglato con il Ministero delle Politiche giovanili: l’Accordo di Programma Quadro (APQ). Titolo del meeting è “L’importanza di esserci”, proprio per evidenziare la centralità della partecipazione e l’importanza del confronto e dello scambio tra giovani, prima di tutto, ma anche con gli adulti.
L’Unione di Centro della Provincia di Belluno esprime, attraverso il suo coordinamento provinciale, la più viva solidarietà all’assessore Marco Da Rin Zanco dopo gli attacchi ricevuti sulla stampa locale dall’on. Franco Gidoni della Lega Nord.
“E’ singolare che la Lega critichi la presenza dell’UDC in giunta a Belluno, se non altro perchè l’UDC è l’unico partito che ha sempre sostenuto l’azione amministrativa del sindaco e della sua squadra di governo. Stessa cosa non si può dire della Lega: dallo stesso Gidoni, costretto ad abbandonare l’incarico di vice-sindaco dopo aver trascorso i primi mesi del suo incarico ad attaccare quotidianamente l’operato di Antonio Prade, per arrivare all’attuale comportamento in consiglio comunale, dove manca ormai da tempo il voto del carroccio sulle manovre di bilancio, e dove le beghe sono all’ordine del giorno, tanto che nell’ultima settimana due consiglieri leghisti sono ricorsi alle vie legali per regolare i loro rapporti. Decisamente esempi di buon governo!”
Dal canto suo l’assessore Da Rin getta acqua sul fuoco: “non mi interessa la politica delle beghe e dei litigi. Non mi risulta di aver oltraggiato o insultato l’on. Gidoni, ma se emergesse che in qualche forma l’ho offeso non esiterei a scusarmi. Dobbiamo abbassare i toni e pensare tutti a lavorare, chi a Belluno, chi a Roma. Poi sarà la gente a giudicare. Per quanto mi riguarda, due anni e mezzo fa ho sottoscritto un programma e un’alleanza elettorale. L’ho fatto insieme agli amici dell’UDC, ma anche al PDL e alla Lega. Credo che i nostri elettori, i cittadini bellunesi, ci chiedano di “ciacolare” di meno e di lavorare di più. Abbiamo davanti ancora due anni e mezzo, lavoriamo per arrivare al 2012 portando in porto quelle riforme di cui la Città ha bisogno, poi decideremo se andare avanti tutti per la stessa strada o se percorrere vie diverse”.
distanza di una settimana dalla presentazione della mia candidatura a Presidente della Regione Veneto, ribadiamo la forza del nostro progetto politico e ideale. Siamo la vera alternativa all’arroganza leghista, da una parte, e alla mancanza di chiarezza programmatica del Pd, dall’altra. Solo il Centro, dunque, sta dimostrando di essere in grado di lanciare un messaggio di governo politico della Regione forte e chiaro a tutti i Veneti, un messaggio nuovo, fuori dai due schieramenti”. Lo dichiara Antonio De Poli, candidato governatore dell’Unione di Centro in Veneto.Dal Corriere delle Alpi del 20.1.2010 (Francesco Saltini)
L’Udc: “Avremmo appoggiato Galan, ma Zaia no”
BELLUNO. Un Veneto egemonizzato dalla Lega Nord? L’Udc dice no. Il segretario provinciale del partito guidato da Pierferdinando Casini scende in campo dopo la decisione dei vertici regionali di presentare Antonio De Poli nella corsa alla poltrona di governatore, rompendo un’alleanza che dura da tanti anni.
“Se il candidato fosse stato ancora una volta Galan o un altro moderato – spiega Da Rin Zanco – non avremmo avuto problemi a dare la nostra adesione al progetto. Ma non possiamo dare il nostro appoggio a Luca Zaia, un politico che rappresenta la Lega, un partito troppo distante dal nostro modo di pensare. É chiaro che in una coalizione siamo abituati ad aver dentro di tutto, ma alla fine chi fa la sintesi sono i vari governatori, presidenti di Provincia e Sindaci. Ci è piaciuta la rotta tenuta in 15 anni da Galan, mentre abbiamo troppe perplessità sul Carroccio”.
Temete una Lega padrona del Veneto?
“Se dovesse vincere Zaia, ci troveremmo di fronte a una regione egemonizzata dai leghisti, con un Pdl zoppo nei numeri e impossibilitato a incidere a livello di governo”.
Quindi l’Udc va avanti per la propria strada…
“Il nostro candidato è e sarà Antonio De Poli. Sappiamo che il nostro elettorato ci vede come alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra. Quindi andiamo avanti per la nostra strada”.
Si è parlato di una possibile alleanza col Partito democratico. Cosa c’è di vero?
“L’unica cosa certa è che correremo per Antonio De Poli. È chiaro che per costruire questo progetto abbiamo bisogno di voti. Qualsiasi appoggio esterno è quindi ben accetto”.
E ci sono anche i “galaniani” scontenti di Zaia…
“Non voglio anticipare niente, perchè le trattative sono in corso, ma è logico che i veri scontenti siano il Pdl, disgustati dal veder prendere le decisioni ad Arcore e Varese. E dopo il voto lo saranno ancora di più. Con Zaia candidato presidente, il Popolo delle Libertà è destinato a subire un’emorragia di voti a favore del Carroccio. E c’è il rischio neppure tanto remoto, di non fare neppure un consigliere di Belluno. Non so se prima o dopo le regionali, ma una cosa è certa: ne vedremo delle belle. Le persone intelligenti del Pdl non resteranno inerti a vedere il proprio partito affossato dalle scelte prese nelle stanze dei bottoni lombarde”.
Già decisi i candidati bellunesi?
Ci stiamo lavorando. Abbiamo una rosa di 7-8 nomi, tra questi ne sceglieremo due”.
Dal Corriere delle Alpi di oggi (Irene Aliprandi)
Gidoni contro Da Rin: «Via l’Udc dalla giunta»
BELLUNO. «Il giorno dopo le elezioni regionali si dovrà affrontare il nodo della presenza dell’Udc all’interno della giunta e della maggioranza in Comune di Belluno. Siamo stufi di assistere alle fesserie quotidiane dell’assessore e segretario provinciale Marco Da Rin Zanco. Siamo stufi dei suoi attacchi gratuiti alla Lega Nord». Franco Gidoni, deputato del Carroccio, attacca l’assessore comunale bellunese che, come altri colleghi dell’Udc, spara a zero sulla Lega, alleata in più parti.
«Siamo stufi di vedere all’opera un giovane professionista della politica dei due forni: esprime critiche anche aspre ai partiti del centrodestra e ai rispettivi leader, ma si guarda bene dal rassegnare le dimissioni. Evidentemente ha imparato in fretta la logica democristiana: mai mollare le careghe , anche a costo di apparire incoerenti». Il deputato della Lega Nord, Franco Gidoni, non usa mezzi termini per sollevare, anche a Belluno, il problema del rapporto con l’Udc. «Abbiamo visto il segretario-assessore candidarsi alle elezioni provinciali contro la coalizione che governa anche a Palazzo Rosso – dice Gidoni – senza nessun pudore. Adesso vediamo Marco Da Rin Zanco uscire con dichiarazioni offensive contro il candidato del centrodestra alle elezioni regionali. Insomma, sembra proprio che la sua principale preoccupazione sia quella di impegnarsi nella campagna elettorale: lo faccia pure, ma abbia la dignità di dimettersi da assessore». «Mi chiedo – conclude Gidoni – se il sindaco Antonio Prade legga i giornali. Se non sbaglio è un rappresentante di quel Pdl che appoggia la candidatura di Luca Zaia. Ma il suo silenzio di fronte all’imbarazzante attivismo del suo giovane assessore è quanto meno sospetto. Capisco che non voglia dare maggiore spazio alla Lega Nord a Palazzo Rosso, ma prima o poi dovrà rendersi conto che siamo noi e non l’Udc gli alleati del Pdl. A Roma, a Venezia e a Belluno. Mi auguro che prima o poi se ne accorga e prenda l’unica decisione possibile: cacciare Da Rin e l’Udc dal governo della città capoluogo». L’Udc è in giunta e in maggioranza anche a Feltre, dove anzi è più decisivo che a Belluno e dove il sindaco è il segretario provinciale e senatore del Carroccio Gianvittore Vaccari. Non è chiaro se le incoerenze dell’Udc troveranno ripercussioni in quell’amministrazione e del resto il partito di Casini non è ancora uscito nemmeno dalla giunta regionale Galan. «Anche su Feltre si farà un ragionamento», dice Gidoni, «aspettiamo le regionali, il giorno dopo si aprirà il confronto».
Dal Corrier delle Alpi di oggi (Francesco Saltini)
L’Udc: “Avremmo appoggiato Galan, ma Zaia no”

BELLUNO. Un Veneto egemonizzato dalla Lega Nord? L’Udc dice no. Il segretario provinciale del partito guidato da Pierferdinando Casini scende in campo dopo la decisione dei vertici regionali di presentare Antonio De Poli nella corsa alla poltrona di governatore, rompendo un’alleanza che dura da tanti anni.
“Se il candidato fosse stato ancora una volta Galan o un altro moderato – spiega Da Rin Zanco – non avremmo avuto problemi a dare la nostra adesione al progetto. Ma non possiamo dare il nostro appoggio a Luca Zaia, un politico che rappresenta la Lega, un partito troppo distante dal nostro modo di pensare. É chiaro che in una coalizione siamo abituati ad aver dentro di tutto, ma alla fine chi fa la sintesi sono i vari governatori, presidenti di Provincia e Sindaci. Ci è piaciuta la rotta tenuta in 15 anni da Galan, mentre abbiamo troppe perplessità sul Carroccio”.
Temete una Lega padrona del Veneto?
“Se dovesse vincere Zaia, ci troveremmo di fronte a una regione egemonizzata dai leghisti, con un Pdl zoppo nei numeri e impossibilitato a incidere a livello di governo”.
Quindi l’Udc va avanti per la propria strada…
“Il nostro candidato è e sarà Antonio De Poli. Sappiamo che il nostro elettorato ci vede come alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra. Quindi andiamo avanti per la nostra strada”.
Presentato un macro progetto sull’integrazione dei giovani
L’Amministrazione comunale chiede un contributo di 270.000 euro
Al fine di rendere sempre più efficace l’integrazione tra giovani bellunesi e giovani stranieri presenti sul territorio, l’Amministrazione comunale di Belluno ha presentato nei giorni scorsi un progetto sperimentale dal valore di 270.000 euro.
“Belluno – spiega l’assessore Marco Da Rin Zanco – è una città che non vive il fenomeno dell’immigrazione nella stessa misura di altre città venete, ma proprio per questo dobbiamo essere attenti a cogliere gli anche minimi sintomi di disagio che emergono, così come è apparso nella cronaca di questi giorni.
Abbiamo infatti l’opportunità, se ci muoviamo per tempo, senza stereotipi e pregiudizi, di costruire qui a Belluno una città modello in cui il rapporto tra le diverse nazionalità non è subito bensì governato, nel solco della cultura della tradizione dell’accoglienza tipica di noi veneti”. Leggi il resto di questo articolo »
Dal Corriere delle Alpi del 19.01.2010 (Alessia Forzin)
Confronto tra l’associazione Il Faro e il Comune sul futuro della sede
BELLUNO. Che fine farà la biblioteca dell’associazione Il Faro? Rimarrà nei locali di via Mur di Cadola, dove è sempre stata, o traslocherà? Quesiti che nascono dall’analisi dei fatti che hanno interessato l’associazione, e che porteranno quasi sicuramente a ridisegnare l’occupazione degli spazi nella casetta attigua alla scuola Nievo, di proprietà comunale, dove hanno sede il Faro, la Nova Cantica e Spazio Incontro dell’Usl 1. Tutto inizia nell’autunno del 2008, quando il Comune chiede al Faro di versare, entro 15 giorni le spese dovute per il riscaldamento usufruito negli ultimi 3 anni. Una richiesta perentoria, anche «visto che questa problematica non ci era mai stata posta prima», racconta la presidente Laura Frizzi. Nonostante il poco tempo a disposizione l’associazione salda il suo debito. Poi, nel novembre del 2009, giunge la richiesta più inaspettata: cedere una parte dei locali per dare modo al Comune di aprire uno sportello anagrafe distaccato. E ciò dopo che già lo spazio a disposizione dell’associazione, negli anni, era stato ridotto: «Agli inizi potevamo usufruire di un bel salone, dove organizzare riunioni, incontri, e le feste di compleanno per i bambini», spiega Laura Frizzi. Leggi il resto di questo articolo »
Il movimento giovanile veneto dell’UDC esprime tutto il proprio sdegno per le indiscrezioni riferite da “Il Giornale”, secondo cui il figlio di Umberto Bossi, Renzo, potrebbe essere inserito nel listino bloccato per le prossime elezioni regionali in Lombardia. “Il Giornale” ipotizza addirittura l’assegnazione di un assessorato.
Ricordiamo che il buon Renzo Bossi, definito “trota” dall’illustre padre, non si è certo distinto per impegno e capacità, se è vero che ha dovuto sostenere ripetutamente l’esame di maturità ed è stato bocciato addirittura in presenza di un ispettore gentilmente inviato dal ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini per garantire che l’esame si svolgesse senza alcuna penalizzazione per il giovane rampollo.
Il movimento giovanile veneto dell’UDC crede fermamente che l’unico criterio per l’assegnazione di incarichi di responsabilità debba essere quello del merito e si auspica pertanto una pronta smentita della notizia riferita da “Il Giornale”.







