Fotolia_12778083_SComune di Belluno e scuole dell’infanzia paritarie hanno firmato, dopo 27 anni, una nuova convenzione. A rappresentare le sette scuole (Carli, Divina Provvidenza, Don Bosco, Don Pasa, Persicini, San Biagio e San Gaetano) Maurizio Fontanelle, presidente provinciale della Fism (Federazione italiana scuole materne): «Mi auguro che questa sia una convenzione pilota per la provincia. La legge 62/2000 è stata disattesa nella pratica, ma le strutture hanno bisogno di un finanziamento continuativo, anche per riconoscere l’opera dei volontari che vi operano».

Su base annua andranno alle scuole d’infanzia paritarie 150.000 euro, il 35% in più rispetto agli attuali 110.000 euro.

Il sindaco di Belluno, Antonio Prade, ha sottolineato la funzione di interesse generale che le scuole dell’infanzia coinvolte svolgono: «Oggi è come se inaugurassimo un’opera pubblica». Quasi tutte le scuole portano il nome di un Santo o di un sacerdote, ma la convenzione va «al di là dell’aspetto educativo che spetta ad ogni singolo istituto».

Per garantire anche il servizio nelle frazioni più piccole, ha spiegato l’assessore alle politiche giovanili, Marco Da Rin, «il 10% andrà in quota fissa a ciascuna scuola, il 50% in base al numero di sezioni (con esclusione delle “primavera”) e, infine il 40% secondo il numero di bambini iscritti». Qui i rapporti variano da 1 (iscritti alla scuola d’infanzia) a 4 (iscritti ai nidi integrati) passando per le sezioni primavera non finanziate che peseranno 2 punti e quelle finanziate che peseranno 1.

Il Comune verserà entro il 30 aprile il 60% contributi, il restante 40% entro 60 giorni dalla presentazione del conto consuntivo di gestione.

Paritarie e nidi integrati superano oramai per numero di iscritti scuole d’infanzia statali e nidi comunali. In Veneto sono i 2/3 del totale e in provincia di Belluno si hanno 575 iscritti alle paritarie, contro 523 iscritti alle statali. I costi sostenuti dalla pubblica amministrazione per mantenere il servizio, è stato riportato da Fontanelle, sono superiori in un rapporto di 15 o 1 6 rispetto alle scuole parificate.

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