Dal Corriere delle Alpi del 19.01.2010 (Alessia Forzin)

Confronto tra l’associazione Il Faro e il Comune sul futuro della sede

BELLUNO. Che fine farà la biblioteca dell’associazione Il Faro? Rimarrà nei locali di via Mur di Cadola, dove è sempre stata, o traslocherà? Quesiti che nascono dall’analisi dei fatti che hanno interessato l’associazione, e che porteranno quasi sicuramente a ridisegnare l’occupazione degli spazi nella casetta attigua alla scuola Nievo, di proprietà comunale, dove hanno sede il Faro, la Nova Cantica e Spazio Incontro dell’Usl 1. Tutto inizia nell’autunno del 2008, quando il Comune chiede al Faro di versare, entro 15 giorni le spese dovute per il riscaldamento usufruito negli ultimi 3 anni. Una richiesta perentoria, anche «visto che questa problematica non ci era mai stata posta prima», racconta la presidente Laura Frizzi. Nonostante il poco tempo a disposizione l’associazione salda il suo debito. Poi, nel novembre del 2009, giunge la richiesta più inaspettata: cedere una parte dei locali per dare modo al Comune di aprire uno sportello anagrafe distaccato. E ciò dopo che già lo spazio a disposizione dell’associazione, negli anni, era stato ridotto: «Agli inizi potevamo usufruire di un bel salone, dove organizzare riunioni, incontri, e le feste di compleanno per i bambini», spiega Laura Frizzi. «Poi, con l’arrivo dell’Uls, il salone è stato diviso e a noi è rimasto uno spazio stretto che usiamo come ufficio e piccolo magazzino, visto che la sala principale che abbiamo è quella della biblioteca». «Ci sembrava cercassero un pretesto per buttarci fuori», aggiunge uno dei membri più attivi del Faro, Gaetano De Benedettis. «Quindi abbiamo deciso di restituire le chiavi, e di ascoltare cosa ha il Comune da proporre, a livello di progettualità». Del caso si è quindi interessato l’assessore Marco Da Rin Zanco, che ha prima bloccato la realizzazione dello sportello anagrafe, e ha deciso di incontrare il direttivo del Faro per un confronto serio e costruttivo sul futuro. Sul tavolo soprattutto la questione della biblioteca: riuscirà il Comune a mantenere aperto e funzionale per i ragazzi del quartiere quello spazio? Una soluzione potrebbe essere quella della collaborazione con altre associazioni del territorio, creando una Casa Famiglia, un polo aggregativo delle associazioni che si occupano di famiglie e bambini. Una sorta di Spazio Giovani dedicato alla famiglia insomma. L’idea di Da Rin è infatti quella di gestire i locali come la struttura di Borgo Prà, suddividendo le giornate in fasce orarie e garantendo l’usufrutto dei locali a diverse realtà, secondo le loro esigenze, utilizzando uno schema tariffario a turni. Un’ ipotesi che al Faro non dispiace, «ma che deve garantire che in questi spazi continuino a essere organizzate le attività per i bambini che abbiamo portato avanti noi negli anni», spiega la Frizzi. La biblioteca, insomma, non può diventare un mero ufficio. «Noi da soli non riusciamo a tenerla aperta tutti i giorni, siamo disposti a collaborare», continua la presidente, «ma il Comune deve identificare un progetto per gestire questa sala». Altrimenti, i libri verranno trasferiti, e il Faro ha già preso contatti con delle realtà che sarebbero ben disposte a ospitare il patrimonio letterario. «Ma si andrebbe al di fuori del comune di Belluno», precisa De Benedettis. Il confronto è solo agli inizi, Da Rin si è dato due settimane di tempo per incontrare le associazioni e valutare come distribuire gli spazi e organizzare le attività. Solo allora si saprà se la biblioteca rimarrà al suo posto, o se Cavarzano dovrà dirle addio.

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