Articoli marcati con tag ‘Alleanza Nazionale’

Pubblico un brillante articolo apparso oggi sul Corriere delle Alpi, al quale non credo di dovere una replica. Dal basso dei miei ventun’anni, credo di essere troppo distante da una politica affamata di poltrone

Dal Corriere delle Alpi odierno, pag. 15

BELLUNO. Archiviata la crisi legata alla “sostituzione” di Gidoni, la giunta Prade si affaccia sul caso Udc. Casini è fuori dal Popolo delle libertà e il segretario provinciale Marco Da Rin Zanco (assessore a palazzo Rosso) approva una scelta anticipata dall’«espressione unanime della direzione provinciale», ma comunque «dolorosa».

Se Da Rin Zanco se ne rende conto, alcuni fra gli alleati nel capoluogo quel «dolore» lo gridano. Antonio Marrone, di Forza Italia, va dritto al punto: «L’Udc è fuori dalla Casa delle libertà e allora si potrebbe porre la questione di un rimpasto nella giunta Prade». «Se questa fosse l’indicazione da Roma», Marrone non si dispererebbe: «L’Udc non rappresenta una grossa forza nella maggioranza. Ha un consigliere e un assessore: dovessero uscire dalla coalizione, non ci sarebbero problemi».
A dire il vero, da Da Rin Zanco arrivano segnali di fedeltà «agli impegni assunti a livello locale con i partiti del centrodestra». Abbinati a un appello riferito alle Provinciali e alla tornata delle Comunali 2009: «Manca meno di un anno», avverte il segretario Udc, «e assistiamo a fughe in avanti e ad autocandidature, vere o presunte. Invitiamo il popolo delle libertà a farsi garante di un accordo quadro in cui, prima delle pur legittime ambizioni dei singoli, venga il senso di responsabilità verso i bellunesi». Un messaggio che per Da Rin dovrebbe suonare «come dimostrazione di disponibilità al confronto» e che invece è stato ricevuto come volontà di dettare le regole. E di farlo «dall’alto del 2 virgola qualcosa per cento», rincara Stefano De Gan (Lega), per il quale «un ruolo propositivo va bene, ma, da parte dell’Udc, ci vuole più umiltà e capacità di fare squadra». Leggi il resto di questo articolo »

Dal Gazzettino di Ieri, pubblico i Commenti dei partiti di centro-destra agli Stati Generali che hanno portato alla nomina di Leonardo Colle Vice-sindaco. 

Gli Stati generali non sono stati proprio una passerella. E tra i sorrisi di circostanza per la soluzione dell’ affaire Gidoni c’è chi ha voluto mettere del pepe. Alleanza nazionale, per bocca della sua portavoce Lorenza De Kunovich ha parlato apertamente di «troppa improvvisazione della compagine di governo che fino ad oggi può guadagnarsi una sufficienza stiracchiata». De Kunovich ha anche lamentato il poco rispetto dei ruoli assegnati. «Anche tra i dirigenti, che si sono fatti carico di competenze non proprie. Penso al capo dei vigili urbani, al quale vengono richieste dichiarazioni soltanto riferite al suo settore». Per An la prova del fuoco della tenuta dell’amministrazione sarà il bilancio. «Dovrà essere innovativo nella sua struttura e in discontinuità con quelli dei governi precedenti. Puntando di più su sociale, sport e infrastrutture».
Per Giovanni Fontana del Polo autonomista bisogna finirla di essere il paese dei Guelfi e Ghibellini. «E’ necessario un maggiore confronto per dare risposte serie alla città che ci ha eletto per ben due volte. Siamo stati gli ultimi a puntare su Prade oggi però gli riconosciamo idee e scelte». Autorevolezza è quello che serve anche per Orazio Da Rold di Forza Italia. «Abbiamo un sacco di cose da fare in questi quattro anni e mezzo. E dobbiamo farle partendo dal nuovo bilancio e nuove idee».
Per Camillo De Pellegrin della Lid «nessuno ha mai smesso di lavorare in queste settimane, e se una critica si deve fare è che dobbiamo imparare meglio a lavarci i panni sporchi in casa, come si fa in ogni buona famiglia». Un grazie alla Lega per la responsabilità avuta nel gestire la situazione è stato pronunciato dal segretario provinciale dell’Udc e assessore Marco Da Rin Zanco. «Questi problemi hanno visto un vero vincitore: Antonio Prade. Al quale non chiediamo nessuna prova del fuoco o cambio di direzione, perchè è ancora valido il programma con cui abbiamo vinto le elezioni. Ma dobbiamo lasciar perdere i particolarismi che non fanno bene alla coalizione e dimostrarci compatti».M.D.

Dal Gazzettino del 3 gennaio 

Nulla da eccepire sulla professionalità dei dirigenti delle due Ulss bellunesi. Ma il metodo utilizzato dal presidente della Regione Giancarlo Galan non convince i politici bellunesi. E se il centrodestra veneziano è in fibrillazione, qualche critica arriva anche da Belluno. «Sono d’accordo con il mio responsabile regionale Giorgetti – afferma il presidente bellunese di An Michele Carbogno – un matrimonio non è fatto di scelte unilaterali. Ferma restando la stima per i due dirigenti delle Ulss di Belluno e Feltre, il metodo utilizzato per le nomine impone dei chiarimenti. Domani (oggi) ci sarà il coordinamento regionale nel quale verrà fatta un’analisi approfondita». Anche l’Udc, per bocca del segretario provinciale Marco Da Rin Zanco, non apprezza il troppo decisionismo di Galan. «Le scelte vanno concordate – spiega Da Rin – anche se devo dire che, alla fine, a noi bellunesi è andata bene, con la riconferma a Feltre di Bortolo Simoni e la nomina per Belluno di un serio professionista con esperienza. Certo, avremmo magari preferito un bellunese, la Regione avrebbe dato un segnale di attenzione alla nostra specificità». Leggi il resto di questo articolo »

Dal Corriere delle Alpi odierno, Pagina 14

Casa delle LibertàBELLUNO. Accusati di essere un “ectoplasma” e di aver portato alla sconfitta elettorale, Alleanza Nazionale e Udc sono ormai ai ferri corti con Berlusconi e il suo progetto di Partito delle libertà.
«A livello locale non cambia niente», chiarisce l’assessore comunale e segretario provinciale dell’Udc Marco Da Rin Zanco, «ci siamo presentati insieme con un progetto, che l’alleato si chiami Fi o Pdl cambia poco. A livello nazionale gli attriti sono più di metodo che di merito. Saremo all’antica, ma per noi scendere in piazza una sera per distruggere un partito e farne un altro, non esiste. Politicamente», dice Da Rin Zanco, «siamo perplessi, ma tutto sommato constatiamo che Berlusconi si avvicina alle nostre posizioni, in particolare sulla legge elettorale. Siamo ancora l’alleato migliore di Fi, ma è chiaro che il populismo e il parlare alla pancia non ci piacciono. Di certo l’Udc non entrerà nel Pdl (anche se c’è una parte, quella di Giovanardi, che aderirà): usciamo da una stagione di congressi magari non semplici, ma vogliamo che le scelte siano prese dalla base». Attualmente il piano politico è sottomesso a quello umorale, ma Da Rin Zanco vede possibile un’alleanza ancora più forte sui programmi: «Se si va verso il centro noi ci rafforziamo e lo stesso accade quando Berlusconi fa il monarca».
Anche An non vede rischi nel locale, pur essendoci riflessi sul piano regionale come spiega il presidente provinciale e assessore Michele Carbogno: «Le alleanze precedenti non credo possano subire condizionamenti. Certe turbolenze non mettono in pericolo l’alleanza a Belluno, ma permettono agli interlocutori di avere le mani un po’ più libere nei progetti non strettamente legati al programma». In sostanza non ci sarà più lo “spirito di scuderia” per forza. «Quello che sta succedendo casomai potrebbe, in prospettiva, condizionare programmi e alleanze in elezioni future, vedi già le provinciali», avvisa Carbogno. «A livello nazionale c’è una discussione per arrivare a scelte e proposte politiche sulle riforme costituzionali, ma che ci siano alleanze per tagliar fuori le ali estreme non credo, non sarebbe accettato nè dai quadri dirigenti, nè tanto meno dagli elettori. Non credo che basti cambiare un nome per far cambiare radicalmente idea alle persone». (i.a.)