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Comunicato stampa del 28 novembre 2010
In Cadore l’Europarlamentare si è confrontato con i giovani partecipanti e con lo scenario politico attuale

“Per la prima volta la gente oggi non crede più a Berlusconi, è diventato lo zio della nipote di Mubarak”.  Ciriaco De Mita, oggi al Park hotel des Dolomites di Borca di Cadore per chiudere la due giorni di formazione per i giovani dell’Udc, dall’alto della sua esperienza politica non ha dubbi: serve più credibilità nella politica del futuro. “Oggi il presidente del consiglio anziché governare racconta barzellette, i giovani universitari insorgono perché non hanno risposta ai loro bisogni di formazione e ci stiamo abbandonando nella logica dell’esistente – ha detto De Mita -. Il problema è che cala l’attenzione nei confronti di Berlusconi ma non cresce nei confronti di nessun altro. Stiamo cadendo tutti”. De Mita lungi dal voler rientrare con un ruolo attivo in politica, non si risparmia, però, nel portare una sua testimonianza e nel confrontarsi con le nuove  generazioni che porteranno l’Udc verso il partito della Nazione. “Se Berlusconi pensasse come avevo pensato io – ha aggiunto rivolto ai giovani che gli hanno chiesto se ha mai tradito – a quest’ora si sarebbe già dimesso”. Per l’ex presidente del consiglio siamo alla frutta, ma esiste una ricetta per uscirne: “Va recuperata quella cultura dell’equilibrio politico che c’era all’epoca della Dc”. Più che un ritorno al passato, è un appello alla concretezza e ad abbandonare la pura apparenza. “Non credo a chi dice che la politica è azione – afferma De Mita -. La politica è un pensiero che diventa gestione amministrativa”. Se manca il contenuto e non si trova un accordo su come risolvere i problemi non si va avanti. Le strategie, inoltre, non possono essere solitarie per De Mita perché “la politica è un valore condiviso, è dialogo”. E spiega con una metafora: “Canto meglio non se dico che canti male, ma se sono più bravo di te”. In un mondo dove accuse e proclami hanno sostituito i fatti, il messaggio forte alle nuove generazioni è quello di condividere valori che possano ridonare equilibrio al Paese. Un insegnamento colto dal vicepresidente dei giovani dell’Udc, organizzatore della due giorni in Cadore, il bellunese Marco Da Rin Zanco: “La politica è sempre più autoreferenziale, ma il fatto che oltre 100 giovani si siano trovati per una scuola politica è già un modo per fare squadra e porre le basi per un futuro migliore”.

Comunicato stampa del 27 novembre 2010

Oltre cento giovani da tutta Italia sono arrivati al Park Des Dolomites a Borca di Cadore per l’assemblea programmatica del movimento giovanile dell’Udc. E’ partita questa mattina la due giorni di confronto sul futuro della politica e dei giovani. Ad aprire i lavori i consiglieri regionali Stefano Peraro e Raffaele Grazia che, puntando sull’importanza del continuo aggiornamento, hanno portato il loro saluto e il loro supporto al percorso che i ragazzi hanno intrapreso.
«Il nostro partito vuole puntare sulla formazione dei giovani». Queste, invece, le prime parole del coordinatore regionale del Veneto, Antonio De Poli. «Oggi la politica cala dall’alto le scelte dei ‘grandi’, noi vogliamo che i giovani siano costruttori del proprio futuro, del nostro futuro».
Università, sviluppo economico, welfare e stato, gioventù ed Europa. Queste le tematiche che si affronteranno oggi nei focus group. Ad accompagnare e guidare i ragazzi nella mattinata è stato Paolo Feltrin, politologo dell’Università di Trieste, che ha tracciato la geografia politica del nord Italia analizzando i cambiamenti e la crisi attuale riprogettando il presente per costruire il nuovo.
Lorenzo Cesa, segretario nazionale, è stato bloccato a Roma per problemi familiari ha inviato un video di saluto ringraziando i giovani per l’impegno che continuano a dimostrare all’interno del partito. Un invito a continuare il loro lavoro e a scendere sempre più in campo all’interno dei propri territori.
I lavori continuano in attesa del confronto di domani tra i giovani e Ciriaco De Mita.

Comunicato stampa del 26 novembre 2010
Domenica l’ex presidente del consiglio sostituirà Pier Ferdinando Casini nell’incontro con i giovani alla scuola di politica invernale Udc in Cadore

Pier Ferdinando Casini domenica non potrà essere a Borca di Cadore per la scuola invernale di formazione politica dell’Udc, come annunciato in precedenza. Il leader dell’Unione di Centro è trattenuto nella capitale da improvvisi impegni istituzionali, ma i giovani partecipanti alla tre giorni di Borca, iniziata venerdì, non resteranno soli. La palestra politica si farà ancora più ambiziosa perché saranno chiamati a confrontarsi con una delle figure storiche della politica italiana: Ciriaco De Mita. Tema dell’incontro che inizierà domenica alle 9.45 sarà il ricambio generazionale. Chi vincerà? I ragazzi sapranno far valere il merito e l’intraprendenza o l’esperienza politica di De Mita, che è stato anche presidente del consiglio a fine anni ‘80, avrà la meglio? Di certo da questo confronto ci sarà qualcosa da imparare e la mattinata sarà ricca di contenuti. I ragazzi potranno lanciare provocazioni e domande via sms e De Mita sarà a loro disposizione. A coordinare l’incontro ci sarà Nicola Zema, professionista della comunicazione, mentre le conclusioni spetteranno al coordinatore nazionale dei giovani Udc, Gianpiero Zinzi e al suo vice, il bellunese Marco Da Rin Zanco.
Confermata per sabato, invece, la presenza del segretario generale dell’Udc, Lorenzo Cesa, che con il coordinatore regionale, Antonio de Poli e con il politologo Paolo Feltrin, animerà dalle 9.30 la tavola rotonda “Dalla Crisi al Cambiamento: riprogettare il presente per costruire il futuro”. Non potrà prendervi parte come preventivato, don Gigetto De Bortoli del Ceis bloccato da impegni lavorativi. Verrà proiettato, però, un video inedito preparato da don Antonio Mazzi che porrà alcuni interrogativi ai giovani sui valori della solidarietà. Nel pomeriggio la scuola politica si concentrerà, come previsto, su temi specifici, come ambiente, welfare ed istituzioni europee attraverso dei laboratori in gruppo. Direttamente da Bruxelles arriverà sulle Dolomiti anche il segretario generale dei giovani del Partito Popolare Europeo, Brenda Furniere.

I Giovani Udc si ritroveranno al Park hotel des Dolomites a fine novembre

Arriverà anche Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, per la scuola di formazione politica invernale del partito, che si terrà a Borca di Cadore. Dal 26 al 28 novembre, presso il Park hotel des Dolomites, ragazzi da tutto il Veneto e da ogni parte d’Italia si danno appuntamento per riflettere sul futuro del Paese. “Work in progress… costruiamo il nostro futuro!“, questo il titolo della tre giorni, che parte dalla crisi attuale per rilanciare il ruolo dei giovani impegnati in politica come risorsa non solo per il futuro, ma anche per il presente.

Nel fitto programma di conferenze e tavole rotonde sarà coinvolto in maniera diretta anche il territorio bellunese: tra i relatori figura, infatti, don Gigetto De Bortoli, cuore pulsante del Ceis, che interverrà sabato alle 9.30 all’interno dell’incontro intitolato “Dalla crisi al cambiamento: riprogettare il presente per costruire il futuro” con il politologo dell’università di Trieste, Paolo Ferin e l’onorevole Antonio De Poli. Seguiranno i laboratori su università, economia, ambiente, politiche giovanili e comunitarie. Poi, nel pomeriggio, ci saranno anche specifici approfondimenti sulle nuove tecnologie e sul mondo del lavoro. Tra gli altri da segnalare l’arrivo dal Belgio di Brenda Furniere, segretario generale vicario dei Giovani del Partito Popolare Europeo, e di Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’UDC. Domenica mattina alle 11 sarà, invece, il turno di Pier Ferdinando Casini, che arriverà in Cadore per concludere una mattinata di dibattito nella quale i giovani centristi presenteranno un loro manifesto per il rilancio del Veneto e del Paese. Ad introdurlo, oltre al coordinatore nazionale dei giovani Udc, Gianpiero Zinzi,  anche qui ci sarà un bellunese: Marco Da Rin Zanco, neo vice coordinatore nazionale e assessore alle politiche giovanili del Comune di Belluno. Il programma completo della tre giorni è disponibile sul sito web www.giovani.veneto.it. Tramite questo canale, gli interessati possono ancora fare l’iscrizione alla scuola.

Il bellunese Marco Da Rin Zanco è il nuovo vice coordinatore nazionale dei giovani dell’UDC, con delega agli enti locali e all’organizzazione. Lo comunica l’On. Lorenzo Cesa con una lettera in cui procede alla nomina del nuovo coordinamento nazionale del movimento giovanile. Marco Da Rin Zanco, 24 anni, già segretario provinciale dell’UDC della provincia di Belluno e attualmente assessore alle politiche sociali del comune capoluogo, assume quindi un incarico da protagonista nel percorso dell’Unione di Centro verso il partito della nazione e verso la creazione di un’area di responsabilità che rappresenti gli elettori moderati.
“Sono onorato di questa nomina, frutto non tanto e non solo del mio lavoro ma dell’impegno di tanti ragazzi, con cui condivido quotidianamente la militanza politica in veneto e che hanno saputo costruire una squadra talmente radicata ed entusiasta da essere notata anche dalla dirigenza nazionale. Ringrazio di cuore il segretario nazionale On. Lorenzo Cesa per la grande fiducia accordatami con questo incarico. Un ringraziamento particolare va poi all’On. Antonio De Poli per come, sia a livello regionale sia a livello nazionale, si impegna per noi giovani spronandoci a farci spazio e a far sentire la nostra voce all’interno del partito”

L’intervento di Marco Da Rin Zanco, responsabile nord-est giovani UDC, all’apertura dell’assemblea regionale “Novità VENETO: Cambia la politica!” di Mogliano (23 ottobre 2010)

Care amiche, cari amici,

spetta a me l’onore di portare il saluto del movimento giovanile.

Giovedì sera, durante una cena con alcuni ragazzi proprio qui a Mogliano, ricordavamo il nostro ingresso nell’UDC. Ricordavamo la nostra partecipazione alle prime assemblee, quando di volti giovani se ne vedevano pochi. Si sentivano grandi discorsi di coerenza e valori, ma quelle persone che li facevano un po alla volta sono sparite. La traversata nel deserto, lanciata proprio dal presidente Casini nel 2008 a Mestre, oggi possiamo dire che ci ha fatto bene: molti ci hanno lasciato perchè erano interessati solo a conservare qualche assessorato o presidenza, ma in compenso abbiamo guadagnato tanti giovani, che non sono qui per avere uno stipendio o una rendita di posizione ma perchè credono che attraverso questo partito passi il cambiamento di cui l’Italia e il Veneto hanno bisogno!

Qui non ci sono le hostess pagate per sventolare bandiere come alle convention di qualche grande partito, e non sentirete fare dalle giovani qui presenti discorsi come quello intercettato tempo addietro da una nota divista, in cui due ragazze fuori dalla segreteria di un parlamentare discutevano se fosse meglio chiedere una raccomandazione per il parlamento europeo o per il grande fratello. Di fronte a questa crisi della società in cui ciascuno di noi, come mi ricorda l’amico Alessandro Boggian, entra nel mercato del lavoro guadagnando un centesimo di una velina o di un tronista, noi siamo qui oggi per essere protagonisti del cambiamento di cui l’Italia ha bisogno!

Martedì sera, durante l’assemblea dei giovani di Vicenza e Verona, si discuteva di cos’era per noi il partito della nazione, accogliendo l’invito del presidente Casini a portare contenuti in questo nuovo soggetto politico. Mi permetto quindi, a nome dei giovani qui presenti, di dire cosa vorremmo fosse il partito della nazione:

Il Partito della Nazione è per noi affontare problemi che alimenteranno uno scontro intergenerazionale nel nostro paese. Parliamo molto del conflitto tra Nord e Sud Italia, ma se non si metterà mano ad alcune riforme, anche a costo di essere impopolari, assisteremo ad uno scontro ben maggiore, quello dei padri contro i figli e dei figli contro i padri!

E allora non possiamo fare le cicale, ignorando il continuo aumentare del debito pubblico. Questo paese sta vivendo al di sopra delle proprie possibilità bruciando il terreno del futuro e del progresso. Collegato a questo c’è il problema delle pensioni. I giovani che oggi entrano nel mercato del lavoro stanno pagando degli oneri previdenziali che non gli verranno mai restituiti. Di fronte a questo quadro drammatico occorre un partito in grado di dire basta a quel sistema intoccabile che oggi drena decine di miliardi di euro dalle tasche degli italiani senza trasformarli in servizi: chi oggi dice no all’abolizione degli enti inutili, delle provincie, del sistema di vassali e valvassori che tiene schiavo l’Italia si rende complice della fame che potrebbero un giorno patire i suoi figli!

Qualcuno, citando un ex ministro, ci chiama bamboccioni. A questo qualcuno diciamo che accettiamo la sfida, ma in questo momento i dadi sono truccati. Come pensate che un giovane possa oggi uscire di casa se, a fronte di un tasso di disoccupazione relativamente basso, la disoccupazione giovanile raggiunge il 29%, peggio anche di qualche paese africano?

Stiamo attenti, perchè mentre qui succede questo le università straniere vengono in Italia a comprare i nostri giovani, portano la nostra “meglio gioventù” all’estero e rischiamo di non vederla tornare!

Dobbiamo sbloccare il sistema Italia. Parliamo pure della Casta, ma evitiamo delle strumentalizzazioni: il nostro vero obiettivo dev’essere quello di disintegrare quel sistema paese fatto di lobby intoccabili ad ogni livello: farmacisti, notai, giornalisti, medici, docenti universitari, tanti castelli fortificati dove la mobilità sociale è quasi nulla: se sei figlio di uno di loro fai parte del clan, se sei un giovane figlio di operaio sei destinato a rimanere fuori. Siamo regrediti alla mobilità sociale del medioevo!

Per questo, l’ultima cosa che chiediamo al Partito della Nazione è di diventare un partito profondamento democratico. Non credo sia un caso se oggi in Italia gli Under 35 in parlamento sono il 5%, mentre negli enti locali, dove si vota con la preferenza, sono il 20%. Molti di noi, qui presenti, sono amministratori locali. Ragazzi come Andrea, Marco, Matteo, Luca, si sono candidati alle elezioni regionali raccogliendo voto dopo voto un consenso superiore alla media che è stato indispensabile per il nostro risultato. Quindi vedete che il confronto non ci spaventa: non vogliamo quote gialle o verdi, nessuna corsia preferenziale, nessun sei politico, ma la possibilità di misurarci sul terreno del merito, quarant’anni dopo quelli che nel ’68 gridavano “largo ai giovani” ma ora blindano la propria posizione sociale.

Per parlare di tutte queste cose ci incontreremo a Borca di Cadore dal 26 al 28 novembre per la prima assemblea programmatica del nostro movimento giovanile. Dopo tante scuole di formazione, cogliendo l’invito del nostro primo supporter,l’on. Antonio De Poli, ci fermeremo tre giorni per costruire la nostra proposta per il Veneto e per l’Italia.

Il nostro obiettivo è, facendo nostre le parole di Ghandi, essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Con la guida del nuovo Segretario Isma e del Presidente Zatta si è tenuto l’incontro tra il direttivo Provinciale dell’Unione di Centro ed il gruppo Consiliare in Regione Veneto composto daRaffaele Grazia e Stefano Peraro, coordinati dal capogruppo Stefano Valdegamberi. In questo primo partecipato incontro sono state analizzate tanto le questioni relative alla Regione Veneto con particolare attenzione nei confronti del territorio bellunese, quanto la discussione sul percorso politico  che ci porterà alla costruzione del Partito della Nazione. I Consiglieri Regionali hanno espresso il loro profondo disappunto per i ritardi, le mancanze della attuale Giunta Zaia , molto presente alle feste e nei media (unico ufficio raddoppiato è stato lo staff del presidente per la comunicazione) ma in difficoltà nell’ affrontare la crisi che stanno interessando molti cittadini veneti. A fonte dei proclami sul federalismo che verrà, abbiamo tagli certi e riduzione degli interventi regionali che incideranno pesantemente sulla qualità dei servizi alle imprese, alla persona e alle famiglie. Tanto i Consiglieri  dell’UDC quanto il direttivo provinciale hanno deciso di unire i propri intenti per far in modo che le esigenze delle comunità della nostra provincia  trovino certezze tanto nel nuovo Statuto Regionale quanto nelle concrete scelte del governo regionale.Parallelamente l’Unione di Centro è impegnata in un percorso politico che lo porterà verso il Partito della Nazione con una grande assemblea regionale per sabato 23 Ottobre. L’evidente crisi dell’attuale modello politico, il falso bipolarismo che si sta sgretolando, impone la realizzazione di un nuova formazione che aggreghi forze cattoliche e laiche, capaci di affrontare con concretezza i bisogni espressi dai cittadini. L’ Unione di Centro Provinciale sarà impegnata tra i cittadini bellunesi per farsi promotore di una nuova stagione politica in cui al centro ci sia la ricerca del bene comune. Questo percorso vedrà la presenza continua e qualificata, oltre che dei responsabili provinciali, anche dei Consiglieri Regionali Valdegamberi, Grazia e Peraro che hanno garantito la loro totale disponibilità ad affrontare assieme a noi bellunesi le difficoltà, le criticità e le opportunità presenti nel nostra provincia di Belluno.
“Fare politica vuol dire stare nel territorio, ascoltando le istanze dei cittadini trasformandole in risposte con concrete. Questo l’impegno che ci siamo presi. Respingiamo la politica degli spot e delle grandi apparizioni. L’impegno e la dedizione che i nostri consiglieri stanno dimostrando in regione è il risultato di tutto questo”. Commenta Antonio De Poli, coordinatore dell’Udc verso il Partito della Nazione.

Alla presenza dell’on. Antonio De Poli, l’Udc Bellunese ha nominato Maurizio Isma nuovo coordinatore provinciale e Mauzio Zatta presidente.“I partiti non possono nascere né in un freddo laboratorio né dalla sera alla mattina. Il percorso che l’Udc ha iniziato nel 2008 aveva l’obiettivo di darci un’identità precisa. Noi in questi due anni abbiamo tirato su mattone dopo mattone, una casa. Partendo dalle fondamenta e comprendendo per primi le istanze di rinnovamento che si levavano dalla società” spiega De Poli. “Ringrazio Maurizio Isma e Maurizio Zatta, per aver accolto con serieta’ e buona volonta il ruolo che l’udc bellunese e quello regionale gli hanno affidato. Sono certo che sapranno rappresentare al meglio la costruzione di questo nuovo soggetto politico”.Maurizio Isma, ha 31 anni, vive con la moglie ed il figlio di 2 anni a Cesiomaggiore e lavora come impiegato. Il neocoordinatore ha così commentato la nomina: “Ringrazio l’UDC Bellunese per la fiducia nell’avermi affidato, al fianco di un amministratore esperto come Maurizio Zatta, l’incarico di guidare il partito in questa fase di tesseramento che vedrà con l’inizio dell’anno la nascita del Partito della Nazione. Dopo aver nominato un nuovo coordinamento provinciale, la mia priorità sarà

organizzare sul territorio un incontro con i consiglieri regionali dell’UDC, in modo che possano capire e farsi portatori delle priorità della nostra montagna.”All’incontro era presente anche l’ex segretario provinciale Marco Da Rin che ha così commentato: “sono molto soddisfatto di questa nomina, che vede l’UDC bellunese coerente con la scelta fatta a suo tempo di favorire il ricambio generazionale della classe politica. Sono certo che Maurizio Isma saprà rappresentare al meglio l’elettorato UDC della nostra provincia.”