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Scardinare il sistema del bipolarismo che impedisce al paese di risolvere i problemi concreti: questo l’obiettivo dell’Unione di Centro, che ha esplicitato Pier Ferdinando Casini sabato a Belluno. Con Antonio De Poli, candidato presidente alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo, il leader dell’Udc è arrivato in città per un aperitivo aperto al pubblico al risto-pub Excalibur, dove ad attenderlo c’erano circa 160 persone.
«Qualcuno mi chiede se stiamo lavorando per il dopo Berlusconi. Sì» è la risposta di Casini: «Le nostre alleanze sono proprio mirate a bloccare una sorta di egemonia che il Pdl ha regalato alla Lega nel nord del Paese».
Il fondatore dell’Udc esprime sconforto per una politica che non vede che il problema della sicurezza deriva dal fatto che «le forze di polizia e i carabinieri non hanno i soldi per inserire la benzina nei loro serbatoi» e preferisce, piuttosto, proporre le ronde, che rispondono ad un modello di efficientismo e di propaganda.
«Berlusconi è imbattibile nell’organizzazione di eventi e feste», ma forse è stato votato per risolvere i problemi», che si trovano ancora sul tavolo dopo due anni con 100 parlamentari di maggioranza.
Ecco allora una proposta forte e concreta: «Puntiamo alla revisione degli studi di settore. – dice Casini – Li vogliamo sospendere per un anno» ma non dimenticandocene come la Lega durante il governo Prodi.
Sul lavoro punta il dito anche Antonio De Poli perché «ci sono tante famiglie che non arrivano nemmeno alla seconda settimana del mese» e bisogna intervenire adesso, non tra sette anni, come accadrà con il federalismo.
«Sì alle tradizioni locali, ma insegnare il dialetto a scuola non ci porterà a nulla» Perché nel domani ci sia futuro non servono posizioni fini a se stesse, ma un confronto democratico: ecco cosa significa “Slega il Veneto, costruiamo certezze”.
Per difendere la montagna c’erano anche Fulvio De Pasqual e Vittorino Manfoi, candidati bellunesi al consiglio regionale.
Per Ferdinando Casini a Belluno, dopo l’ottimo risultato ottenuto alle Europee conclude lanciando un messaggio «dateci una mano».
Martedì 9 marzo il candidato governatore del Veneto Antonio De Poli sarà a Belluno per presentare Fulvio De Pasqual e Vittorino Manfroi, candidati dell’Unione di Centro della Provincia di Belluno .
Programma:
Ore 16.00 – Belluno – incontro con la stampa e la cittadinanza per la presentazione dei candidati dell’Unione di Centro alle elezioni regionali (Sala Candeago – Centro Giovanni XXIII);
Ore 18.00 – Ponte nelle Alpi – incontro conviviale con la cittadinanza (Bar 812);
Ore 19.00 – Longarone – incontro conviviale con la cittadinanza (Bar Perin);
Ore 20.30 – Pieve di Cadore – confronto pubblico con Giuseppe Bortolussi e Dario Bond (sala polifunzionale Cosmo).
L’Unione di Centro di Belluno rende noti i nomi dei candidati in Consiglio Regionale per la provincia bellunese. Fulvio De Pasqual, medico medicina generale, già sindaco di Ponte delle Alpi; Vittorino Manfroi, consigliere comunale a Feltre, da sempre nel mondo sindacale, attivo nei pensionati della Cisl.
“Belluno ha bisogno di risposte più concrete, di un programma serio e realizzabile per sostenere le necessità che questa provincia denuncia da tempo. Nel mio programma mi sono impegnato ad avviare nel quadro dell’autonomia speciale regionale la costituzione della Grande Comunità Montana veneta; ad attuare politiche per contrastare i processi di spopolamento, invecchiamento e abbandono del territorio di montagna; ad incentivare la residenzialità in montagna con agevolazioni fiscali e tributaria; ad assegnare al territorio della Grande Comunità le zone di montagna che attualmente ricadono nelle province di Verona, Vicenza, Belluno e Treviso – spiega il candidato alla Presidenza Antonio De Poli – Questo il nostro impegno per un Veneto che riteniamo debba essere autonomo e non chiuso. Sono certo che i due candidati sapranno rappresentare al meglio l’Unione di Centro.”
Non è il federalismo la risposta alla richiesta di autonomia della montagna, e di Belluno. Checché ne dica il ministro Zaia, serve ben altro.
Nel suo intervento sulle colonne di questo giornale, il ministro ha dato una risposta debole quando ha dichiarato che il federalismo fiscale risolve ogni problema. Non basta invece.
Trattenere una maggior quota di risorse al territorio è cosa giusta, e sarà utile ad ogni amministrazione locale. Ma la specialità della montagna chiede specialità anche nelle strategie a tutela del territorio.
Per quasi dici anni, in Regione, la Commissione Statuto ha riconosciuto, su proposta di tutte le forze politiche, che la specificità della montagna consiste nell’insieme di svantaggi complessivi che richiedono l’autonomia fiscale, sì, ma anche istituzionale, regolamentare e finanziaria.
Al ministro Zaia – non certo ai lettori di questo giornale – conviene forse spiegare con qualche esempio questa ineludibile specificità della montagna.
Basta pensare ai servizi primari, come la scuola o la sanità, che sul territorio nazionale hanno standard applicativi difficilmente realizzabili in montagna. L’ultima riforma scolastica prevede che le classi debbano avere non meno di 25 alunni: ma i dati dell’ufficio scolastico provinciale di Belluno per l’anno scolastico 2009/2010 ci dicono che oltre il 20 % delle classi ha meno alunni rispetto a quanto previsto. E sarebbe, quindi, a rischio.
Anche per quanto riguarda gli ospedali, gli standard normativi finalizzati alla razionalizzazione della rete ospedaliera possono essere applicati in pianura, ma appaiono di difficile raggiungimento nelle zone montane, dove occorre garantire strutture e accessibilità delle stesse, in deroga ai regolamenti.
In montagna, la medicina di territorio ha bisogno di ambulatori diffusi, i trasporti pubblici hanno costi maggiori, i Comuni hanno bisogno di risorse differenziate e supplementari per la manutenzione delle strade, il contrasto delle frane, l’apertura delle farmacie, dei negozi e degli stessi bar.
E ci vogliono poteri speciali anche per assicurare al territorio compensazioni economiche per lo sfruttamento, per la produzione alimentare ed energetica, della risorsa acqua, una delle poche della montagna.
Tutta la vita economica e sociale in montagna ha bisogno di regole e parametri propri.
Per questo la montagna chiede autonomia. Per questo andrebbe addirittura assegnata la specialità a tutta la “grande comunità montana” che comprende la provincia di Belluno ma anche le zone montuose delle province di Verona, Vicenza e Treviso.
Il leader dell’Unione di Centro Pierferdinando Casini sarà giovedì 18 febbraio a Belluno per aprire la campagna elettorale delle prossime elezioni regionali. L’appuntamento è al “DeGusto”, a Belluno in loc. Sagrogna, per le ore 20.
Sarà presente anche l’On. Antonio De Poli, candidato governatore della Regione Veneto.
Per partecipare è necessario confermare la partecipazione a info @ udc-belluno.it
distanza di una settimana dalla presentazione della mia candidatura a Presidente della Regione Veneto, ribadiamo la forza del nostro progetto politico e ideale. Siamo la vera alternativa all’arroganza leghista, da una parte, e alla mancanza di chiarezza programmatica del Pd, dall’altra. Solo il Centro, dunque, sta dimostrando di essere in grado di lanciare un messaggio di governo politico della Regione forte e chiaro a tutti i Veneti, un messaggio nuovo, fuori dai due schieramenti”. Lo dichiara Antonio De Poli, candidato governatore dell’Unione di Centro in Veneto.Dal Corriere delle Alpi del 20.1.2010 (Francesco Saltini)
L’Udc: “Avremmo appoggiato Galan, ma Zaia no”
BELLUNO. Un Veneto egemonizzato dalla Lega Nord? L’Udc dice no. Il segretario provinciale del partito guidato da Pierferdinando Casini scende in campo dopo la decisione dei vertici regionali di presentare Antonio De Poli nella corsa alla poltrona di governatore, rompendo un’alleanza che dura da tanti anni.
“Se il candidato fosse stato ancora una volta Galan o un altro moderato – spiega Da Rin Zanco – non avremmo avuto problemi a dare la nostra adesione al progetto. Ma non possiamo dare il nostro appoggio a Luca Zaia, un politico che rappresenta la Lega, un partito troppo distante dal nostro modo di pensare. É chiaro che in una coalizione siamo abituati ad aver dentro di tutto, ma alla fine chi fa la sintesi sono i vari governatori, presidenti di Provincia e Sindaci. Ci è piaciuta la rotta tenuta in 15 anni da Galan, mentre abbiamo troppe perplessità sul Carroccio”.
Temete una Lega padrona del Veneto?
“Se dovesse vincere Zaia, ci troveremmo di fronte a una regione egemonizzata dai leghisti, con un Pdl zoppo nei numeri e impossibilitato a incidere a livello di governo”.
Quindi l’Udc va avanti per la propria strada…
“Il nostro candidato è e sarà Antonio De Poli. Sappiamo che il nostro elettorato ci vede come alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra. Quindi andiamo avanti per la nostra strada”.
Si è parlato di una possibile alleanza col Partito democratico. Cosa c’è di vero?
“L’unica cosa certa è che correremo per Antonio De Poli. È chiaro che per costruire questo progetto abbiamo bisogno di voti. Qualsiasi appoggio esterno è quindi ben accetto”.
E ci sono anche i “galaniani” scontenti di Zaia…
“Non voglio anticipare niente, perchè le trattative sono in corso, ma è logico che i veri scontenti siano il Pdl, disgustati dal veder prendere le decisioni ad Arcore e Varese. E dopo il voto lo saranno ancora di più. Con Zaia candidato presidente, il Popolo delle Libertà è destinato a subire un’emorragia di voti a favore del Carroccio. E c’è il rischio neppure tanto remoto, di non fare neppure un consigliere di Belluno. Non so se prima o dopo le regionali, ma una cosa è certa: ne vedremo delle belle. Le persone intelligenti del Pdl non resteranno inerti a vedere il proprio partito affossato dalle scelte prese nelle stanze dei bottoni lombarde”.
Già decisi i candidati bellunesi?
Ci stiamo lavorando. Abbiamo una rosa di 7-8 nomi, tra questi ne sceglieremo due”.
Dal Corriere delle Alpi di oggi (Irene Aliprandi)
Gidoni contro Da Rin: «Via l’Udc dalla giunta»
BELLUNO. «Il giorno dopo le elezioni regionali si dovrà affrontare il nodo della presenza dell’Udc all’interno della giunta e della maggioranza in Comune di Belluno. Siamo stufi di assistere alle fesserie quotidiane dell’assessore e segretario provinciale Marco Da Rin Zanco. Siamo stufi dei suoi attacchi gratuiti alla Lega Nord». Franco Gidoni, deputato del Carroccio, attacca l’assessore comunale bellunese che, come altri colleghi dell’Udc, spara a zero sulla Lega, alleata in più parti.
«Siamo stufi di vedere all’opera un giovane professionista della politica dei due forni: esprime critiche anche aspre ai partiti del centrodestra e ai rispettivi leader, ma si guarda bene dal rassegnare le dimissioni. Evidentemente ha imparato in fretta la logica democristiana: mai mollare le careghe , anche a costo di apparire incoerenti». Il deputato della Lega Nord, Franco Gidoni, non usa mezzi termini per sollevare, anche a Belluno, il problema del rapporto con l’Udc. «Abbiamo visto il segretario-assessore candidarsi alle elezioni provinciali contro la coalizione che governa anche a Palazzo Rosso – dice Gidoni – senza nessun pudore. Adesso vediamo Marco Da Rin Zanco uscire con dichiarazioni offensive contro il candidato del centrodestra alle elezioni regionali. Insomma, sembra proprio che la sua principale preoccupazione sia quella di impegnarsi nella campagna elettorale: lo faccia pure, ma abbia la dignità di dimettersi da assessore». «Mi chiedo – conclude Gidoni – se il sindaco Antonio Prade legga i giornali. Se non sbaglio è un rappresentante di quel Pdl che appoggia la candidatura di Luca Zaia. Ma il suo silenzio di fronte all’imbarazzante attivismo del suo giovane assessore è quanto meno sospetto. Capisco che non voglia dare maggiore spazio alla Lega Nord a Palazzo Rosso, ma prima o poi dovrà rendersi conto che siamo noi e non l’Udc gli alleati del Pdl. A Roma, a Venezia e a Belluno. Mi auguro che prima o poi se ne accorga e prenda l’unica decisione possibile: cacciare Da Rin e l’Udc dal governo della città capoluogo». L’Udc è in giunta e in maggioranza anche a Feltre, dove anzi è più decisivo che a Belluno e dove il sindaco è il segretario provinciale e senatore del Carroccio Gianvittore Vaccari. Non è chiaro se le incoerenze dell’Udc troveranno ripercussioni in quell’amministrazione e del resto il partito di Casini non è ancora uscito nemmeno dalla giunta regionale Galan. «Anche su Feltre si farà un ragionamento», dice Gidoni, «aspettiamo le regionali, il giorno dopo si aprirà il confronto».
150 ragazzi che decidono di passare un fine settimana insieme, tra le montagne dell’Altopiano di Asiago. 150 ragazzi che arrivo dalle sette province del Veneto, dal Friuli e da Bolzano per incontrarsi e parlare del loro futuro.
Tre giorni di formazione, di confronto e incontro tra diverse realtà. Un momento per conoscersi e per portare la propria esperienza nel movimento giovanile. Questo è stato il primo corso di formazione organizzato dal giovani dell’Udc Veneto.
Per tre giorni i ragazzi si sono confrontati cercando il “loro posto” all’interno del partito e del mondo della politica. Ad affiancarli in questa esperienza il segretario regionale dell’UDC Veneto, on.Antonio De Poli, i consiglieri regionali che sono rimasti per i due giorni Onorio De Boni e Raffaele Grazia, i segretari provinciali.
“Vedere tutti questi ragazzi che rinunciano ad un fine settimana di riposo e relax per dedicarsi alla loro formazione politica non è solo una speranza per l’Udc, ma ritengo sia importante per tutto il Veneto. Stiamo lavorando per costruire una nuova classe dirigente che sappia amministrare le nostre città e la nostra regione non con gli slogan ma con saggezza e buon senso”. Interviene Marco Da Rin, responsabile dei giovani Udc del Nord-Est, tra gli organizzatori dell’evento.
A confrontarsi con i giovani: Magdi Cristiano Allam che ha affrontato il tema dell’altro “Dobbiamo essere consapevoli che solo se c’è equilibrio tra i diritti e doveri possiamo entrare in rapporto con gli altri. Ciò che oggi crea degli squilibri e che spesso sfocia nel razzismo, è che a fronte di diritti e di libertà manca il rispetto delle nostre regole, dei nostri valori e delle nostre radici” ha affermato l’europarlamentare parlando ai ragazzi. I giornalisti Ario Gervasutti de “Il Gazzettino” e Omar Monestier de “Il Mattino di Padova” si sono confrontati con i ragazzi sul tema della comunicazione in politica. Intervistando i ragazzi presenti in sala hanno cercato di far capire loro gli errori e le mancanze quando si risponde alle domande dei giornalisti. A concludere gli interventi della domenica, don Giovanni SanDonà, responsabile Caritas per il Nord-Est che si è confrontato con i giovani sulla politica e la Chiesa attraverso la lettura della Caritas in Veritate di Benedetto XVI.
“Qual è il mio posto?” Su questa domanda si confronteranno i giovani dell’Udc Veneto che si ritroveranno il 20-21-22 novembre presso al Casa per Ferie Maria Immacolata ad Asiago per la scuola di formazione regionale.
“La tre giorni di formazione di Asiago è il frutto del lavoro del Movimento giovanile UDC del Veneto. In questi mesi insieme ho riscontrato un grande entusiasmo in questi ragazzi, che si sentono davvero partecipi di un grande progetto e sono orgogliosi dell’appartenenza ad un partito che finalmente ha una sua forte e chiara identità, costituendo una seria alternativa ai due grandi contenitori PDL e PD, che non riescono a dare risposte ai bisogni della gente. Asiago non sarà quindi un traguardo ma un punto di partenza per questi giovani che vogliono finalmente poter essere protagonisti e che desiderano mettere la formazione al centro del loro impegno politico” Commenta il coordinatore nazionale giovani UDC con delega al Nord-Est Marco Da Rin Zanco.
Il primo tema affrontato sarà “Io e l’altro a confronto” , interverranno l’europarlamentare Magdi Cristiano Allam e il portavoce del movimento del 20% Irpef Antonio Guadagnini.
Si proseguirà poi parlando della comunicazione come confronto e messa in relazione con alcuni rappresentati di testate giornalistiche ed esperti di comunicazione politica.
“Io nella società – spunti per una politica che serva” sarà il tema dell’ultimo dibattito, con la partecipazione di don Giovanni Sandonà, delegato Caritas del NordEst, e dell’imprenditore Fabio Franceschi.
“L’Udc ha sempre cercato di dare grande spazio ai giovani e alle loro esigenze. Il movimento giovanile nazionale è molto attivo e anche qui in Veneto si è dato vita ad un gruppo di ragazzi volenterosi, ragazzi che hanno voglia di far sentire la loro voce e che credono nel progetto politico dell’Unione di Centro. Ragazzi impegnati attivamente nella vita politica dei loro comuni e ragazzi che si stanno avvicinando piano piano alla politica. Il corso di Asiago sarà un grande momento di confronto e formazione non solo per i tanti giovani che partecipano, ma soprattutto per noi ‘veterani’ della politica!” commenta ironicamente il segretario regionale, on.Antonio De Poli, che sarà presente ad Asiago insieme agli assessori regionali Stefano Valdegamberi e Flavio Silvestrin, e ai consiglieri regionali Onorio De Boni, Raffaele Grazia e Flavio Frasson.
Per iscriversi è necessario seguire le indicazioni presenti su www.giovaniudcveneto.it
Per informazioni
Marco Da Rin – commissario nordest cell. 348 7048027
Cari amici,
siete tutti invitati a partecipare all’Assemblea Provinciale del Centro che si terrà presso la Sala San Vittore del Centro Congressi Giovanni XXIII in Piazza Piloni venerdì 9 ottobre 2009 alle ore 18. Sarà un’occasione di confronto e discussione per fare politica tra la gente, a contatto con le vere esigenze dei cittadini, per dire NO a una politica sterile di contenuti e ricca solo di polemiche.
Parteciperà anche il segretario regionale On. Antonio De Poli.
Spargete la voce, vi aspettiamo numerosi!
NB: Per motivi organizzativi è gradita conferma della partecipazione via mail a info@udc-belluno.it o via SMS al 392 0859405


