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L’assessore scrive al sindaco: finora non ho fatto mancare il mio voto
Da Rin, voglia di strappo
Senza i soldi per le pulizie gli asili di Levego e Cavarzano rischiano di non aprire
dal gazzettino di Domenica 24 luglio 2011 Si apre un’ulteriore spaccatura nel panorama politico del Comune, dopo quella dei dissidenti del Pdl. «Non sono disposto a veder sacrificati servizi indispensabili per le famiglie della città». Così l’assessore alle politiche della famiglia di Belluno, Marco Da Rin Zanco (Udc), scopre le carte sulla delicata situazione del suo referato, dopo aver comunicato in una nota al sindaco i motivi del suo malcontento. «Gli asili nido comunali di Belluno a Levego e Mur di Cadola, che ospitano circa 50 bambini, sono a rischio chiusura, perché non si trovano i 36 mila euro necessari per l’appalto che garantisca le pulizie almeno da settembre a dicembre, visto che l’attuale affidamento scade a fine luglio e mancano all’appello i 200 mila e 350 euro necessari per pagare le rette per i minori che si trovano in comunità» annuncia l’assessore comunale.
«Si tratta – aggiunge – di spese imposte dalla legge: nel primo caso, la normativa stabilisce che ci siano per l’apertura degli asili un certo numero di addetti alle pulizie e, nel secondo caso, è stato il Tribunale ad ordinare il pagamento». Sono scomparsi in pratica, i soldi per spese indifferibili che il Comune è tenuto a fare per non risultare inadempiente e mantenere in essere i servizi. La struttura del nido di Cavarzano, tra l’altro, è stata riconosciuta a livello europeo con certificato di qualità Equass nel 2010 e sarebbe assurdo che a mancare ora fossero proprio le pulizie.
«È per me paradossale trovarmi a dover fare richieste di tipo politico su pagamenti obbligatori – dice rammaricato Da Rin – ma non c’è scelta». «Da inizio anno – ricorda l’assessore – nelle discussioni riguardanti il bilancio ho fatto presente più volte come le previsioni di spesa non tenessero conto delle reali necessità del servizio sociale, ma non ho mai fatto mancare il mio voto a favore, perché prima di tutto ho sempre voluto che l’Ente potesse operare, visto che ci troviamo in un periodo di grossi cambiamenti socio-economici».
Se entro i primi di agosto non sarà approvata la nuova delibera che riguarda gli equilibri finanziari, i problemi per le famiglie bellunesi saranno davvero tangibili e concreti. Le continue rassicurazioni di Prade, contro le richieste inevase, rischiano di diventare davvero troppo e generare uno strappo serio anche con l’Udc.
“Il progetto voucher sociali, al quale da tempo lavoravamo, è finalmente realtà. Con questo provvedimento diamo attuazione al principio di sussidiarietà, chiamando operatori pubblici e privati a lavorare insieme per un disegno comune. Si tratta di una delle prime esperienze in Italia, segno della capacità di innovazione che, anche in tema di servizi sociali, porta la mia Amministrazione”. Questo il commento del sindaco di Belluno, Antonio Prade, all’avvio del progetto voucher sociali. Leggi il resto di questo articolo »
Qualificare la spesa sociale, contenere l’aumento dei prezzi e delle tariffe, potenziare le politiche delle famiglia, incentivare anzioni e givani, concretizzare l’integrazione degli immigrati, rafforzare la lotta alla microcriminalità, dar vita a una carta dei servizi e a uno sportello unico integrato. Questi, ma altri ancora, gli ingredienti della piattaforma per la contrattazione sociale proposta da Cisl e Cgil agli enti locali bellunesi. Di ieri il confronto col sindaco di Belluno Antonio Prade e con gli assessori Marco Da Rin Zanco e Angelo Paganin.
“Lo spirito di questa piattaforma – spiega Anna Orsini, segretaria provinciale della Cisl – è che il già di per sè variegato settore del sociale non venga frammentato a livello comunal ma possa trovare respiro più ampio. Va da sè che dobbiamo trovare un modo per costruire un welfare per tutti e dare priorità alle situazioni di particolare svantaggio e marginalizzazione. Questa filosofia l’abbiamo riscontrata nelle azioni del COmune di Belluno: ad esempio vuole modificare gli indicatori Isee per poter quindi andare incontro alle nuove forme di povertà derivanti dalla crisi del 2008-2009. Riteniamo positivo che l’amministrazione voglia costruire una linea di condivisione.”
A quello di ieri, infatti seguiranno altri incontri.
Una riflessione dell’assessore alle politiche della famiglia, Marco Da Rin Zanco
Il bilancio 2011 del Comune di Belluno, approvato martedì scorso in giunta, è un bilancio da 6 meno. Sfiora la sufficienza, facendo media tra l’impegno da 8 del sindaco Antonio Prade e dell’assessore Tiziana Martire nel far quadrare i conti e salvaguardare i progetti strategici e quello da 4 del governo nazionale e regionale, entrambi a parlare continuamente di federalismo, del quale per ora non si vede molto, se non i continui tagli ai trasferimenti per i Comuni, enti federalisti per eccellenza perché i più vicini ai cittadini. Per questo, anche di fronte ai tagli al mio assessorato ed in particolare ai contributi al volontariato, il mio voto è stato un sì. Pensare di accusare qualcuno all’interno del Comune per scelte che avvengono a Roma a Venezia vuol dire non aver chiaro di chi sono le responsabilità politiche dei tagli che, purtroppo, però, ricadranno su tutti i cittadini bellunesi.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiede di cacciare gli esponenti dell’Udc dalle giunte di centrodestra, per «punire» il partito di Casini, reo di attaccare il governo. Ma il sindaco di Belluno Antonio Prade non intende perdere pezzi della propria coalizione. E declina la proposta. «Berlusconi, quando ha detto questo, parlava ad alcuni presidenti di Regioni e Province del Pdl – dice Prade – dunque non mi sento tra i destinatari del suo invito».
Prade usa il tatto, pesando diplomaticamente le parole, ma il significato è che il primo cittadino non intende dare il benservito all’assessore Marco Da Rin Zanco. Prade difende per l’ennesima volta il suo assessore dagli attacchi che, dall’insediamento del governo romano di centrodestra senza l’Udc, si sono susseguiti ad intervalli regolari. Senza contare le richieste più o meno palesi di chiudere con i centristi arrivate dalla Lega negli ultimi due anni.
L’ultima incrinatura a Palazzo Rosso c’era stata quando alcuni consiglieri di Lega e Pdl avevano criticato il progetto di Da Rin di istituire il consiglio comunale dei ragazzi. Prade si era visto costretto a bloccare la delibera, suscitando le dure reazioni del segretario dell’Udc Maurizio Isma.
Stavolta, pare, l’attacco è caduto prima di essere sferrato. E il diretto interessato Da Rin? Risponde con una battuta. «Il presidente del Consiglio, che da Roma decide di cambiare le coalizioni elette negli Enti locali, dimostra uno spiccato senso del federalismo».

Dopo l’episodio del consiglio dei ragazzi, il direttivo provinciale dell’Unione di Centro cerca garanzie nel bilancio.
Come annunciato, si è riunito il direttivo provinciale Udc, dopo l’episodio della delibera comunale sul consiglio dei ragazzi, ritirata dal sindaco di Belluno Antonio Prade proprio mentre l’assessore alle politiche giovanili, Marco Da Rin Zanco, stava per prendere la parola di fronte ai consiglieri. Il coordinatore provinciale, Maurizio Isma, ha convocato una riunione questa settimana per capire quale linea tenere all’interno della politica di Palazzo Rosso, a seguito della vicenda che ha lasciato perplessità nel partito centrista. La situazione è stata approfonditamente vagliata ieri sera, quindi, alla presenza anche di Eugenio Colleselli, capogruppo dell’Udc nel Consiglio comunale. E’ emersa la necessità di un confronto politico con il vertice bellunese del Pdl. «Abbiamo formulato – ha annunciato Isma – una richiesta di incontro a Maurizio Paniz perché vogliamo capire quali sono le reali intenzioni della maggioranza». Guardando oltre il consiglio dei ragazzi restano una serie di proposte sul tavolo per le politiche giovanili e della famiglia all’interno del Comune di Belluno che l’Udc vuole avere le garanzie di poter realizzare. «Al di là di quanto accaduto l’ultima volta in Consiglio comunale – dice, infatti, Maurizio Isma – per noi la verifica politica sarà il bilancio, dove speriamo i temi che ci stanno a cuore, e per i quali abbiamo sostenuto Antonio Prade nel 2007, trovino spazio». Quanto alla proposta di una verifica della maggioranza portata avanti da Oreste Cugnach, che presiede il Consiglio comunale, l’Udc precisa per bocca di Isma: «Dipende cosa si intende per verifica di maggioranza: se significa parlare di temi concreti e coinvolgere tutti sulle scelte strategiche dell’amministrazione siamo pronti».
Dopo l’episodio del consiglio dei ragazzi, il direttivo provinciale dell’Unione di Centro cerca garanzie nel bilancio.
Come annunciato, si è riunito il direttivo provinciale Udc, dopo l’episodio della delibera comunale sul consiglio dei ragazzi, ritirata dal sindaco di Belluno Antonio Prade proprio mentre l’assessore alle politiche giovanili, Marco Da Rin Zanco, stava per prendere la parola di fronte ai consiglieri. Il coordinatore provinciale, Maurizio Isma, ha convocato una riunione questa settimana per capire quale linea tenere all’interno della politica di Palazzo Rosso, a seguito della vicenda che ha lasciato perplessità nel partito centrista. La situazione è stata approfonditamente vagliata ieri sera, quindi, alla presenza anche di Eugenio Colleselli, capogruppo dell’Udc nel Consiglio comunale. E’ emersa la necessità di un confronto politico con il vertice bellunese del Pdl. «Abbiamo formulato – ha annunciato Isma – una richiesta di incontro a Maurizio Paniz perché vogliamo capire quali sono le reali intenzioni della maggioranza». Guardando oltre il consiglio dei ragazzi restano una serie di proposte sul tavolo per le politiche giovanili e della famiglia all’interno del Comune di Belluno che l’Udc vuole avere le garanzie di poter realizzare. «Al di là di quanto accaduto l’ultima volta in Consiglio comunale – dice, infatti, Maurizio Isma – per noi la verifica politica sarà il bilancio, dove speriamo i temi che ci stanno a cuore, e per i quali abbiamo sostenuto Antonio Prade nel 2007, trovino spazio». Quanto alla proposta di una verifica della maggioranza portata avanti da Oreste Cugnach, che presiede il Consiglio comunale, l’Udc precisa per bocca di Isma: «Dipende cosa si intende per verifica di maggioranza: se significa parlare di temi concreti e coinvolgere tutti sulle scelte strategiche dell’amministrazione siamo pronti».
Mi spiace i giornali di oggi mi definiscano infuriato.. Sono un giovane che ha deciso di dedicare qualche anno di vita alla politica: certe cose non mi fanno infuriare, perché semplicemente non le capisco. Continuo a lavorare come sempre, nell’attesa chi è più esperto di me mi illumini. L’unica cosa che ho capito, e questa si mi dispiace, è che a farne le spese siano sempre i più giovani.
Marco
Dal Corriere delle Alpi di oggi a pag.1 e 11 (Paola Dall’Anese)
Scontro Prade – Da Rin La delibera dell’Udc ritirata senza avviso
BELLUNO. Bufera a Palazzo Rosso dopo la decisione del sindaco Prade di ritirare una delibera di un suo assessore, Da Rin Zanco. E mal di pancia che rasentano l’ulcera nella maggioranza. L’ennesimo spettacolino è andato in scena durante il consiglio comunale: a farne le spese stavolta l’assessore Da Rin Zanco (Udc) che si è visto ritirare una sua delibera da parte del sindaco, senza saperne nulla. Quanto basta per far imbufalire l’Udc: «Che Marco Da Rin Zanco una delle nostre proposte sia umiliata senza essere messa ai voti è a dir poco scandaloso», si tuona. Direttivo già mobilitato.
Bufera a palazzo Rosso. L’assessore doveva relazionare il progetto dei consiglio comunale dei ragazzi
Prade fa ritirare la delibera di Da Rin
Il coordinatore dell’Udc: «Scandaloso umiliare così una nostra proposta»
BELLUNO. Un altro spettacolo demoralizzante della politica è andato in scena ieri a palazzo Rosso. Ancora una volta i mal di pancia all’interno della maggioranza si sono fatti sentire. A farne le spese stavolta l’assessore Da Rin Zanco (Udc) che si è visto ritirare una sua delibera da parte del sindaco, senza saperne nulla. Poi, come sempre più spesso succede, la seduta è stata rinviata per mancanza del numero legale.
La delibera di Martire.Qualche minuto prima la delibera dell’assessore Martire, sulla cessione di parte del tetto della Spes Arena alla Sportivamente Belluno srl per la realizzazione di due impianti fotovoltaici, era stata ritirata dal sindaco «per approfondire il tema». Anche se, come ha ricordato il presidente del consiglio, Oreste Cugnach, «il testo aveva ricevuto il parere favorevole dei presenti alla commissione consiliare competente».
Tocca a Da Rin. Poi è stata la volta di Marco Da Rin Zanco e del suo progetto del consiglio comunale dei ragazzi che coinvolge le medie Nievo e Ricci e l’istituto Agosti in collaborazione con la cooperativa sociale Thauma (a cui andranno tremila euro). Esperienza peraltro già finanziata e già partita. Quando l’assessore si è alzato per spiegare la delibera, Prade ha chiesto di ritirarla. L’assessore è rimasto attonito, incapace di comprendere il senso di questa azione. Lo stesso Cugnach si è meravigliato, sottolineando che «anche questa delibera proprio il giorno prima era stata sottoposta per la seconda volta all’analisi della Conferenza dei capigruppo che si erano espressi a maggioranza in modo favorevole». L’assessore, pallido per la sconfessione dell’esecutivo, non ha voluto commentare, rinviando al coordinatore provinciale dell’Udc, Maurizio Isma.
Il commento di Isma. «Sono attonito», esordisce Isma, «per quanto accaduto in consiglio comunale a Belluno. In questi tre anni di amministrazione siamo stati il gruppo più leale verso il sindaco, l’abbiamo difeso anche quando era sotto attacco da parte del suo stesso partito e il nostro voto è stato determinante quando il resto della maggioranza gli voltava le spalle». Quello che più lascia perplesso 1′Udc provinciale è che la delibera sia stata ritirata pur avendo già l’approvazione della conferenza dei capigruppo, un finanziamento e alcune scuole pronte a partecipare. «Che una delle nostre proposte sia umiliata senza essere messa ai voti è a dir poco scandaloso. Preferiremmo piuttosto che fosse stata bocciata, ma con un’espressione trasparente e leale dei consiglieri» conclude Isma che annuncia che nei prossimi giorni «si terrà una riunione del direttivo provinciale per stabilire quale linea politica tenere in futuro all’interno del Comune di Belluno».
La solidarietà a Da Rin. Solidale con Da Rin l’opposizione. «E’ l’esempio di una mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri comunali considerati alla stregua di macchinette che, prima spendono tempo per studiare e discutere i progetti, e poi dovrebbero assecondare i giochetti della maggioranza. Ma si è mancato di rispetto anche nei confronti dell’assessore che è stato trattato come un bischero», ha dichiarato Jacopo Massaro, capogruppo del Pd. A sostenere Da Rin anche Camillo De Pellegrin di Fli: «Non c’era motivo di comportarsi in quel modo, l’iniziativa era interessante e ad oggi non erano giunte motivazioni per il ritiro».
Gli oppositori tra Pdl e Lega. Ma allora chi l’ha osteggiata? Si sa che nell’ultima riunione dei capigruppo i consiglieri Francesco La Grua (Pdl) e Stefano De Gan (Lega) l’hanno contestata. «Non mi va bene che le cooperative insegnino ai ragazzi, se non hanno dei professori nel loro organico e non mi va che li si faccia parlare di politica a 12 anni. E poi questo progetto è già partito, per cui il consiglio è chiamato a ratificare una cosa già fatta». Dello stesso avviso anche De Gan: «Oggi ci siamo trovati a ratificare un progetto già partito, segno che Da Rin ha preso l’andazzo di quelli che prima criticava; e poi si spendono 3000 euro per la cooperativa che deve fare il lavoro».
Manca il numero legale. A questo punto il clima in consiglio si è scaldato tanto che quando è iniziata la discussione sulle tribune acquistate dal Comune, parte della maggioranza, che a quanto pare non ha condiviso quanto accaduto, ha lasciato l’aula con l’opposizione, non garantendo il numero legale. Seduta rinviata.
Dal Gazzettino di Belluno a pag.1 (Maurizio Dorigo)
Delibera ritirata, l’Udc minaccia la crisi
Prade blocca la proposta del consiglio dei ragazzi, l’assessore Da Rin lascia l’aula infuriato
Tutto era pronto per discutere in aula della delibera sul consiglio comunale dei ragazzi che aveva già visto la contrarietà del leghista De Gan, ma quando l’assessore alle politiche giovanili Marco Da Rin (Udc) si è alzato per illustrarla ai consiglieri, il sindaco Prade l’ha bloccato chiedendone il ritiro. Da Rin, infuriato, ha lasciato l’aula (l’argomento era stato approvato dalla riunione dei capigruppo) e in serata è arrivata una dura nota dell’Udc a firma del coordinatore provinciale Maurizio Isma: «In questi anni siamo stati il gruppo più leale con Prade, ora faremo una riunione per decidere che linea tenere».
COMUNE II sindaco ritira la delibera dell’assessore Marco Da Rin
No al consiglio dei ragazzi
Il titolare del sociale lascia l’aula. Immediate le proteste dell’Udc
BELLUNO Consiglio comunale ancora senza maggioranza. E per l’ennesima volta salta la delibera sull’acquisto delle tribune del campo da rugby dalla società “Sportivamente Belluno”. Se ne riparlerà prima della fine dell’anno. Ma a fare clamore, oltre alle scintille tra il leghista Stefano De Gan e il Pd Roberto De Moliner sui “danni” delle rispettive amministrazioni, è stata la bocciatura della delibera sul Consiglio comunale dei ragazzi. L’assessore Marco Da Rin Zanco si era già alzato per presentarla, quando il sindaco ne ha chiesto il ritiro. Provocando la reazione del presidente del Consiglio Oreste Cugnach. «Ma come, l’argomento era passato per due volte nella riunione dei capigruppo?». Infuriato Da Rin ha lasciato Palazzo Rosso, promettendo l’intervento del suo partito. Che è arrivato. Durissimo. Si dice «attonito» il coordinatore provinciale dell’Udc Maurizio Isma. «In questi tre anni di amministrazione siamo stati il gruppo più leale verso il sindaco e il nostro voto è stato determinante quando il resto della maggioranza gli voltava le spalle. Che una delle nostre proposte sia umiliata senza essere messa ai voti è a dir poco scandaloso. Nei prossimi giorni – conclude Isma – si terrà una riunione del direttivo provinciale Udc per stabilire quale linea politica tenere all’interno del Comune di Belluno». La vicenda assume connotati politici, anche se la bocciatura viene motivata diversamente dai consiglieri in disaccordo. «Il progetto – spiega Stefano De Gan della Lega – era partito 15 giorni fa senza l’avallo del consiglio». Per Francesco La Grua (Pd1) non piace il fatto che a gestire il progetto sia una cooperativa. «A meno che non ci siano insegnanti regolarmente abilitati. E poi mi pare prematuro parlare di politica a ragazzini di 11 e 12 anni». Passato, invece, il programma di investimenti della Nis sul Nevegal.
Il sindaco di Belluno ha ritirato la delibera del consiglio dei ragazzi senza giustificazione
«Sono attonito – esordisce Maurizio Isma, coordinatore provinciale dell’Unione di Centro – circa quello che è successo oggi in consiglio comunale a Belluno». Nella seduta pomeridiana quando l’assessore alle politiche giovanili, Marco Da Rin, si è alzato per relazionare sulla proposta di istituire il consiglio comunale dei ragazzi è stato interrotto dal sindaco, Antonio Prade, che ha comunicato con una breve frase e senza giustificare il suo gesto, che la delibera del progetto era stata ritirata.
«In questi 3 anni di amministrazione – ricorda Isma – siamo stati il gruppo più leale verso il sindaco, l’abbiamo difeso anche quando era sotto attacco da parte del suo stesso partito e il nostro voto è stato determinante quando il resto della maggioranza gli voltava le spalle».
Quello che più lascia perplesso l’Udc provinciale è che la delibera sia stata ritirata, pur avendo già l’approvazione della conferenza dei capigruppo, un finanziamento e alcune scuole pronte a partecipare. «Che una delle nostre proposte sia umiliata senza essere messa ai voti è a dir poco scandaloso. Preferiremmo piuttosto che fosse stata bocciata, ma con un espressione trasparente e leale dei consiglieri» conclude Isma. Il progetto dell’assessore dell’Unione di centro prevedeva l’istituzione di un consiglio comunale dei ragazzi delle scuole medie, come previsto dalla legge 283/1997. Il consiglio dei ragazzi è già realtà in diversi Comuni italiani. Al suo interno i giovani adolescenti, eletti dai coetanei, avrebbero potuto confrontarsi e indirizzare proposte alla giunta, oltre naturalmente a capire meglio il funzionamento delle amministrazioni pubbliche e aumentare il loro senso civico.
Nei prossimi giorni si terrà una riunione del direttivo provinciale Udc per stabilire quale linea politica tenere in futuro all’interno del Comune di Belluno.
L’Unione europea assegna la certificazione Equass alla struttura comunale. Prade: «È il primo caso»
L’asilo «nido» di Mur di Cadola primo in Europa per qualità. A decretarlo è l’Unione Europea che ha assegnato alla struttura del capoluogo la certificazione Equass. La sigla è l’acronimo di European quality in social services, e il riconoscimento assegnato al nido del Comune di Belluno è il risultato di una valutazione sulla complessità di servizi erogati dalla struttura per i piccolissimi ospiti cittadina. Un attento monitoraggio sui servizi erogati, sull’organizzazione interna, sulla qualità di docenti e operatori. Il nido di Mur di Cadola è il primo in tutta l’Unione europea ad ottenere la prestigiosa certificazione, ma è anche il primo in Italia tra i servizi sociali. Un traguardo accolto con grande soddisfazione dall’assessore per le politiche familiari Marco Da Rin Zanco, che sarà a Bruxelles mercoledì 17 novembre a ricevere il riconoscimento. Per una volta il nido di Mur di Cadola viene messo sotto i riflettori nazionali e internazionali per una buona notizia. Solitamente il servizio per la prima l’infanzia compare nell’annuale classifica sulle rette dei nidi, che mette la struttura bellunese tra le più care in Italia. Graduatoria che Palazzo Rosso ha però sempre rigettato, contestando la mancata valutazione dei differenti scaglioni di reddito proposti dal Comune. Stavolta, invece, il plauso arriva addirittura dall’Europa. «Oggi è ufficiale – gongola il sindaco di Belluno Antonio Prade – la Commissione europea ha certificato che il nido di Mur di Cadola è al top della qualità. Un riconoscimento di questo tipo, primo in Italia e nel suo genere e primo in Europa tra gli asili nido, ci fa davvero un grande piacere. Si tratta di un risultato – afferma Prade – che conferma il grande lavoro della mia amministrazione e in particolare dell’assessore Marco Da Rin Zanco per i nostri giovani. L’emergenza educativa – argomenta il sindaco – la si affronta curando i luoghi dove i nostri ragazzi formano la loro personalità. Ecco perchè abbiamo cercato e centrato anche questo traguardo». Prade ringrazia anche la Regione Veneto, che ha accompagnato il Comune di Belluno nella strada per ottenere il riconoscimento Equass.