Articoli marcati con tag ‘Corriere delle Alpi’
Non è il federalismo la risposta alla richiesta di autonomia della montagna, e di Belluno. Checché ne dica il ministro Zaia, serve ben altro.
Nel suo intervento sulle colonne di questo giornale, il ministro ha dato una risposta debole quando ha dichiarato che il federalismo fiscale risolve ogni problema. Non basta invece.
Trattenere una maggior quota di risorse al territorio è cosa giusta, e sarà utile ad ogni amministrazione locale. Ma la specialità della montagna chiede specialità anche nelle strategie a tutela del territorio.
Per quasi dici anni, in Regione, la Commissione Statuto ha riconosciuto, su proposta di tutte le forze politiche, che la specificità della montagna consiste nell’insieme di svantaggi complessivi che richiedono l’autonomia fiscale, sì, ma anche istituzionale, regolamentare e finanziaria.
Al ministro Zaia – non certo ai lettori di questo giornale – conviene forse spiegare con qualche esempio questa ineludibile specificità della montagna.
Basta pensare ai servizi primari, come la scuola o la sanità, che sul territorio nazionale hanno standard applicativi difficilmente realizzabili in montagna. L’ultima riforma scolastica prevede che le classi debbano avere non meno di 25 alunni: ma i dati dell’ufficio scolastico provinciale di Belluno per l’anno scolastico 2009/2010 ci dicono che oltre il 20 % delle classi ha meno alunni rispetto a quanto previsto. E sarebbe, quindi, a rischio.
Anche per quanto riguarda gli ospedali, gli standard normativi finalizzati alla razionalizzazione della rete ospedaliera possono essere applicati in pianura, ma appaiono di difficile raggiungimento nelle zone montane, dove occorre garantire strutture e accessibilità delle stesse, in deroga ai regolamenti.
In montagna, la medicina di territorio ha bisogno di ambulatori diffusi, i trasporti pubblici hanno costi maggiori, i Comuni hanno bisogno di risorse differenziate e supplementari per la manutenzione delle strade, il contrasto delle frane, l’apertura delle farmacie, dei negozi e degli stessi bar.
E ci vogliono poteri speciali anche per assicurare al territorio compensazioni economiche per lo sfruttamento, per la produzione alimentare ed energetica, della risorsa acqua, una delle poche della montagna.
Tutta la vita economica e sociale in montagna ha bisogno di regole e parametri propri.
Per questo la montagna chiede autonomia. Per questo andrebbe addirittura assegnata la specialità a tutta la “grande comunità montana” che comprende la provincia di Belluno ma anche le zone montuose delle province di Verona, Vicenza e Treviso.
Si è svolta ieri la conferenza stampa di presentazione del “Progetto famiglia del Comune di Belluno”. Presenti, oltre al sottoscritto, il sindaco Antonio Prade, Don Gigetto de Bortoli e Fiorella Vettoretto della Fondazione Progetto uomo, patner del “pacchetto famiglia” che intendo realizzare in via sperimentale nei prossimi dodici mesi.
Pubblico qui sotto le numerose reazioni della stampa a questa prima presentazione delle quattro azioni del progetto, che andranno a regime entro la primavera: Leggi il resto di questo articolo »
Tanta gente sotto il tendone, all’esterno botti e bottiglie
Dal Correre delle Alpi odierno pag. 15
BELLUNO. Migliaia di bellunesi hanno brindato con il sindaco Antonio Prade. La festa di capodanno organizzata dal Comune in piazza dei Martiri è riuscita, almeno in quel breve, “fatidico” frangente che ha preceduto e seguito la mezzanotte. Sotto il tendone montato di fronte al Manin, la gente che ha ascoltato la musica dei gruppi locali non è mancata e a un quarto d’ora dallo scoccare della mezzanotte anche la piazza attorno si è riempita. Sotto il palco si è vista gente di tutte le età, soprattutto adulti e famiglie con bambini. Fuori, spazio soprattutto ai più giovani.
Per non rischiare di restare a gola asciutta, non sono mancati coloro che si sono portati gli alcolici da casa e hanno brindato fra le panchine e le aiuole dei giardini. E, nell’indecisione di avere o meno botti e fuochi d’artificio, in molti sono arrivati in piazza ben equipaggiati di petardi, fontane multicolori e quanto necessario per poterli vedere in azione. Leggi il resto di questo articolo »
Alla fine della mostra del Tiziano, il Comune lancerà il progetto «Belluno al Cubo»
Pubblico, dal Corriere delle Alpi odierno, articolo sull’utilizzo del “Cubo di Botta” in Crepadona durante il periodo tra la mostra del Tiziano e quella del Brustolon. Quest’iniziativa si inserisce appieno nella linea sulle politiche giovanili mia e dell’amministrazione Prade, che è quella di non creare tanto nuovi spazi riservati ai giovani ma di rendere i giovani protagonisti degli spazi che già esistono e che magari non utilizzano.

BELLUNO. Il padiglione firmato da Mario Botta in Crepadona non sarà smontato alla fine della mostra del Tiziano (il 6 gennaio) e, in attesa di ospitare le opere del Brustolon (nell’autunno 2008), verrà riempito da iniziative, proposte e produzioni artistiche made in Belluno. Il Comune lancia l’appello: pittori, scultori, fotografi, insomma creativi di città e provincia, fatevi avanti. La struttura in legno e cartongesso meglio nota come «Cubo di Botta» ha un progetto per voi. Intitolato «Belluno al Cubo».
Un nome che è anche uno slogan: «“Belluno al Cubo”», fanno sapere dal Comune, «significa l’invito a chiunque abbia qualcosa da dire a entrare e sfruttare uno spazio prestigioso. Ma si può intendere quel titolo anche come una formula matematica: elevare al cubo le risorse della città, dar ascolto a chi chiede di esprimersi e valorizzarne la voce».
Palazzo Rosso sta definendo il progetto. Intanto, sono (per così dire) aperte le iscrizioni: chi vuol mettersi in gioco e in mostra può dettare generalità e idee ai recapiti municipali del settore cultura. In base a richieste e offerte pervenute, il Comune stenderà poi una sorta di calendario delle iniziative che terranno in attività il Cubo e definirà un regolamento d’uso e di accesso al padiglione. La fiducia negli artisti bellunesi e nella loro voglia di farsi avanti c’è, come c’è (e a questo punto una smentita da parte della Soprintendenza sarebbe una sorpresa disgraziata) la certezza di non dover rinunciare subito a un contenitore costato 300mila euro.
«E’ chiaro che il cubo di Botta è una struttura provvisoria, non definitiva», è il punto di vista dell’amministrazione Prade, «Tuttavia, può avere una vita lunga e il progetto Brustolon ne assicura da subito la permanenza fino all’inizio del 2009. Ci siamo posti allora una domanda: che farne da gennaio all’inaugurazione autunnale del grande evento espositivo 2008? E’ venuta fuori questa soluzione, Belluno al Cubo, per accogliere una serie di realtà artistiche in crescita, personaggi che abbiano qualcosa da dire, che dimostrino creatività e entusiasmo anche slegati dalla maturità del professionismo».
Con i tagli ai fondi pubblici che penalizzano sempre di più la cultura, il Comune di Belluno «punta sull’offerta di spazi», guardando in una prospettiva ancora lontana (e ancora in cerca di finanziamenti) ad altri programmi, vedi la conversione in auditorium dell’ex chiesa dei Gesuiti in via Tasso. «I giovani sono i primi invitati sul palcoscenico e sulle pareti del Cubo», precisano in Comune, «i loro interessi rivolti ai più recenti linguaggi dell’arte possono trovare in Crepadona un trampolino», una vetrina di gran lustro accesa fra le pennellate immortali di Tiziano e gli intagli preziosi di Andrea Brustolon.
Dal Corriere delle alpi odierno, pag. 14
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BELLUNO. Al Comune la nuova proposta di legge sulle politiche giovanili non dispiace. Anzi, prendendo la palla al balzo, l’assessore Marco Da Rin Zanco dà alcune anticipazioni sulla sua idea del piano d’azione in questo settore, che verrà presto discusso anche in seno al consiglio comunale.
Se alla Provincia questo nuovo progetto di legge regionale non va proprio giù, per l’assessore comunale alle politiche giovani si tratta di una buona idea. «La Provincia non ha nulla di cui lamentarsi», spiega Da Rin. «Questa legge infatti non cambia nulla a livello istituzionale in quanto le competenze in materia sono sempre state affidate ai Comuni. Il taglio dell’articolo 5 sulla programmazione delle Province è stata una scelta tecnica affinché non si creasse un doppione. La Provincia potrà comunque mantenere quel ruolo di coordinamento sul territorio a sostegno dell’azione delle Conferenze dei sindaci».
Per l’assessore bellunese, dunque, l’unico cambiamento riguarda i giovani, che dovranno rapportarsi direttamente con la Regione. «L’ente vuole essere considerato come punto di riferimento, aprendo un canale di contatto con i ragazzi. Questa non è una cattiva idea».
Parlando del futuro delle politiche giovanili a Belluno, Da Rin lascia trapelare qualche indiscrezione: «Ho una proposta che voglio condividere con i giovani, gli educatori e il consiglio. Solo dopo il confronto sarà pronto questo progetto. Per ora posso dire solo che verrà dedicato ampio spazio all’informazione, ovvero al modo di comunicare con i ragazzi». (mr)
Dal Corriere delle Alpi odierno, Pagina 14
BELLUNO. Accusati di essere un “ectoplasma” e di aver portato alla sconfitta elettorale, Alleanza Nazionale e Udc sono ormai ai ferri corti con Berlusconi e il suo progetto di Partito delle libertà.
«A livello locale non cambia niente», chiarisce l’assessore comunale e segretario provinciale dell’Udc Marco Da Rin Zanco, «ci siamo presentati insieme con un progetto, che l’alleato si chiami Fi o Pdl cambia poco. A livello nazionale gli attriti sono più di metodo che di merito. Saremo all’antica, ma per noi scendere in piazza una sera per distruggere un partito e farne un altro, non esiste. Politicamente», dice Da Rin Zanco, «siamo perplessi, ma tutto sommato constatiamo che Berlusconi si avvicina alle nostre posizioni, in particolare sulla legge elettorale. Siamo ancora l’alleato migliore di Fi, ma è chiaro che il populismo e il parlare alla pancia non ci piacciono. Di certo l’Udc non entrerà nel Pdl (anche se c’è una parte, quella di Giovanardi, che aderirà): usciamo da una stagione di congressi magari non semplici, ma vogliamo che le scelte siano prese dalla base». Attualmente il piano politico è sottomesso a quello umorale, ma Da Rin Zanco vede possibile un’alleanza ancora più forte sui programmi: «Se si va verso il centro noi ci rafforziamo e lo stesso accade quando Berlusconi fa il monarca».
Anche An non vede rischi nel locale, pur essendoci riflessi sul piano regionale come spiega il presidente provinciale e assessore Michele Carbogno: «Le alleanze precedenti non credo possano subire condizionamenti. Certe turbolenze non mettono in pericolo l’alleanza a Belluno, ma permettono agli interlocutori di avere le mani un po’ più libere nei progetti non strettamente legati al programma». In sostanza non ci sarà più lo “spirito di scuderia” per forza. «Quello che sta succedendo casomai potrebbe, in prospettiva, condizionare programmi e alleanze in elezioni future, vedi già le provinciali», avvisa Carbogno. «A livello nazionale c’è una discussione per arrivare a scelte e proposte politiche sulle riforme costituzionali, ma che ci siano alleanze per tagliar fuori le ali estreme non credo, non sarebbe accettato nè dai quadri dirigenti, nè tanto meno dagli elettori. Non credo che basti cambiare un nome per far cambiare radicalmente idea alle persone». (i.a.)