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Opposti agli slogan, per la concretezza.
Questa in sostanza la posizione con la quale l’Udc si presenta alle prossime elezioni regionali, dove propone Antonio De Poli come candidato presidente. Una vera alternativa al bipolarismo che oggi rende immobile l’Italia. A Belluno i candidati per entrare come consigliere nel Veneto sono due: Fulvio De Pasqual, medico con un’esperienza politica in prima linea, ex sindaco di Ponte nelle Alpi, e Vittorino Manfroi, attuale consigliere comunale di Feltre. La risoluzione dei problemi reali è quello a cui mirano i candidati. Se dovesse vincere la destra, si formerebbe uno stallo ancora più forte in Regione, dipendente da equilibri nazionali e progetti non condivisi, mentre il modello della sinistra ha già dimostrato di non reggere a lungo nel governo, stando a De Pasqual. «Oltre ai programmi abbiamo quanto è stato realizzato, come, ad esempio, la sistemazione della scuola media di Cadola, i servizi socio sanitari nella casa di riposo e la raccolta differenziata premiata con cinque stelle di Ponte nelle Alpi» sottolinea il candidato. Non mancano però le proposte per il futuro: si può fare ancora tanto per migliorare la qualità di vita nel bellunese, soprattutto nelle zone più periferiche della provincia. L’attenzione di entrambi gli aspiranti consiglieri è rivolta soprattutto alla tutela della famiglia e dei servizi sul territorio. Un punto fermo è il rispetto per la persona, di qualunque paese ed estrazione, che arriva a colmare un vuoto lavorativo ma, afferma Manfroi: «Oggi assumiamo immigrati per sopperire a quei posti di lavoro che non siamo in grado di occupare. Se potessimo incentivare le nascite saremo in grado di creare da soli la nostra forza lavoro». Dare lavoro significa mantenere la residenzialità e fare in modo che i servizi non vengano centralizzati: «I costi e i ricavi non c’entrano, avere qualcuno che mantiene il territorio conviene anche alla pianura per avere più sicurezza» ribadisce Manfroi. Ecco allora l’impegno nei confronti dell’edilizia sociale per le giovani coppie e in una maggiore connessione tra territorio e scuola, per evitare che i giovani emigrino fuori provincia. Gli sforzi saranno concentrati nel portare il Veneto una regione a statuto speciale, interviene De Pasqual: «Crediamo in un bellunese unito, dove le parti più antropizzate e quelle più alte collaborino, perché solo in questo modo ci sarà l’autonomia di decidere che servizi potenziare nelle nostre aree». E’ il caso della sanità: «Le dimensioni – sostiene il medico – meritano una stretta collaborazione tra autorità sanitarie per capire cosa potenziare e dove cercare un appoggio esterno». Per l’economia, particolare attenzione è data ai piccoli artigiani e agli agricoltori, ma anche alle altre aziende con sgravi fiscali, soprattutto per chi opera in territori limitrofi. «Nessuno ha la bacchetta magica per risolvere la crisi, ma la struttura economica del secondario, va sostenuta, così come è necessario potenziare l’offerta turistica» secondo De Pasqual, mentre Manfroi pone l’accento sull’importanza di mettere in rete le strutture ricettive già presenti, soprattutto le forme sostenibili come b&b e agriturismo. Tra le priorità i collegamenti sono nodi centrali anche nella viabilità, per De Pasqual: «Il collegamento tra A27 e A23, potrebbe aprire molte porte ad est, sia per il sistema industriale, sia per il terziario». Non si tratta solo di grandi opere ma anche di importanti interventi per migliorare lo spostamento interno di pendolari, studenti e lavoratori con una metropolitana di superficie tra Feltre e Calalzo e corse più rapide di mezzi pubblici per Padova e Venezia in modo da ridurre il traffico a tutto vantaggio del territorio. Per fare tutto questo entrambi i candidati concordano: non si può aspettare il contributo una tantum dei fondi per le aree di confine, che vanno a fare differenziazioni all’interno dei comuni bellunesi, ma è necessario un impegno coeso in un quadro unità con tutto il Veneto.
Martedì 9 marzo il candidato governatore del Veneto Antonio De Poli sarà a Belluno per presentare Fulvio De Pasqual e Vittorino Manfroi, candidati dell’Unione di Centro della Provincia di Belluno .
Programma:
Ore 16.00 – Belluno – incontro con la stampa e la cittadinanza per la presentazione dei candidati dell’Unione di Centro alle elezioni regionali (Sala Candeago – Centro Giovanni XXIII);
Ore 18.00 – Ponte nelle Alpi – incontro conviviale con la cittadinanza (Bar 812);
Ore 19.00 – Longarone – incontro conviviale con la cittadinanza (Bar Perin);
Ore 20.30 – Pieve di Cadore – confronto pubblico con Giuseppe Bortolussi e Dario Bond (sala polifunzionale Cosmo).
L’Unione di Centro della Provincia di Belluno esprime, attraverso il suo coordinamento provinciale, la più viva solidarietà all’assessore Marco Da Rin Zanco dopo gli attacchi ricevuti sulla stampa locale dall’on. Franco Gidoni della Lega Nord.
“E’ singolare che la Lega critichi la presenza dell’UDC in giunta a Belluno, se non altro perchè l’UDC è l’unico partito che ha sempre sostenuto l’azione amministrativa del sindaco e della sua squadra di governo. Stessa cosa non si può dire della Lega: dallo stesso Gidoni, costretto ad abbandonare l’incarico di vice-sindaco dopo aver trascorso i primi mesi del suo incarico ad attaccare quotidianamente l’operato di Antonio Prade, per arrivare all’attuale comportamento in consiglio comunale, dove manca ormai da tempo il voto del carroccio sulle manovre di bilancio, e dove le beghe sono all’ordine del giorno, tanto che nell’ultima settimana due consiglieri leghisti sono ricorsi alle vie legali per regolare i loro rapporti. Decisamente esempi di buon governo!”
Dal canto suo l’assessore Da Rin getta acqua sul fuoco: “non mi interessa la politica delle beghe e dei litigi. Non mi risulta di aver oltraggiato o insultato l’on. Gidoni, ma se emergesse che in qualche forma l’ho offeso non esiterei a scusarmi. Dobbiamo abbassare i toni e pensare tutti a lavorare, chi a Belluno, chi a Roma. Poi sarà la gente a giudicare. Per quanto mi riguarda, due anni e mezzo fa ho sottoscritto un programma e un’alleanza elettorale. L’ho fatto insieme agli amici dell’UDC, ma anche al PDL e alla Lega. Credo che i nostri elettori, i cittadini bellunesi, ci chiedano di “ciacolare” di meno e di lavorare di più. Abbiamo davanti ancora due anni e mezzo, lavoriamo per arrivare al 2012 portando in porto quelle riforme di cui la Città ha bisogno, poi decideremo se andare avanti tutti per la stessa strada o se percorrere vie diverse”.
distanza di una settimana dalla presentazione della mia candidatura a Presidente della Regione Veneto, ribadiamo la forza del nostro progetto politico e ideale. Siamo la vera alternativa all’arroganza leghista, da una parte, e alla mancanza di chiarezza programmatica del Pd, dall’altra. Solo il Centro, dunque, sta dimostrando di essere in grado di lanciare un messaggio di governo politico della Regione forte e chiaro a tutti i Veneti, un messaggio nuovo, fuori dai due schieramenti”. Lo dichiara Antonio De Poli, candidato governatore dell’Unione di Centro in Veneto.Dal Corriere delle Alpi del 20.1.2010 (Francesco Saltini)
L’Udc: “Avremmo appoggiato Galan, ma Zaia no”
BELLUNO. Un Veneto egemonizzato dalla Lega Nord? L’Udc dice no. Il segretario provinciale del partito guidato da Pierferdinando Casini scende in campo dopo la decisione dei vertici regionali di presentare Antonio De Poli nella corsa alla poltrona di governatore, rompendo un’alleanza che dura da tanti anni.
“Se il candidato fosse stato ancora una volta Galan o un altro moderato – spiega Da Rin Zanco – non avremmo avuto problemi a dare la nostra adesione al progetto. Ma non possiamo dare il nostro appoggio a Luca Zaia, un politico che rappresenta la Lega, un partito troppo distante dal nostro modo di pensare. É chiaro che in una coalizione siamo abituati ad aver dentro di tutto, ma alla fine chi fa la sintesi sono i vari governatori, presidenti di Provincia e Sindaci. Ci è piaciuta la rotta tenuta in 15 anni da Galan, mentre abbiamo troppe perplessità sul Carroccio”.
Temete una Lega padrona del Veneto?
“Se dovesse vincere Zaia, ci troveremmo di fronte a una regione egemonizzata dai leghisti, con un Pdl zoppo nei numeri e impossibilitato a incidere a livello di governo”.
Quindi l’Udc va avanti per la propria strada…
“Il nostro candidato è e sarà Antonio De Poli. Sappiamo che il nostro elettorato ci vede come alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra. Quindi andiamo avanti per la nostra strada”.
Si è parlato di una possibile alleanza col Partito democratico. Cosa c’è di vero?
“L’unica cosa certa è che correremo per Antonio De Poli. È chiaro che per costruire questo progetto abbiamo bisogno di voti. Qualsiasi appoggio esterno è quindi ben accetto”.
E ci sono anche i “galaniani” scontenti di Zaia…
“Non voglio anticipare niente, perchè le trattative sono in corso, ma è logico che i veri scontenti siano il Pdl, disgustati dal veder prendere le decisioni ad Arcore e Varese. E dopo il voto lo saranno ancora di più. Con Zaia candidato presidente, il Popolo delle Libertà è destinato a subire un’emorragia di voti a favore del Carroccio. E c’è il rischio neppure tanto remoto, di non fare neppure un consigliere di Belluno. Non so se prima o dopo le regionali, ma una cosa è certa: ne vedremo delle belle. Le persone intelligenti del Pdl non resteranno inerti a vedere il proprio partito affossato dalle scelte prese nelle stanze dei bottoni lombarde”.
Già decisi i candidati bellunesi?
Ci stiamo lavorando. Abbiamo una rosa di 7-8 nomi, tra questi ne sceglieremo due”.
Dal Corriere delle Alpi di oggi (Irene Aliprandi)
Gidoni contro Da Rin: «Via l’Udc dalla giunta»
BELLUNO. «Il giorno dopo le elezioni regionali si dovrà affrontare il nodo della presenza dell’Udc all’interno della giunta e della maggioranza in Comune di Belluno. Siamo stufi di assistere alle fesserie quotidiane dell’assessore e segretario provinciale Marco Da Rin Zanco. Siamo stufi dei suoi attacchi gratuiti alla Lega Nord». Franco Gidoni, deputato del Carroccio, attacca l’assessore comunale bellunese che, come altri colleghi dell’Udc, spara a zero sulla Lega, alleata in più parti.
«Siamo stufi di vedere all’opera un giovane professionista della politica dei due forni: esprime critiche anche aspre ai partiti del centrodestra e ai rispettivi leader, ma si guarda bene dal rassegnare le dimissioni. Evidentemente ha imparato in fretta la logica democristiana: mai mollare le careghe , anche a costo di apparire incoerenti». Il deputato della Lega Nord, Franco Gidoni, non usa mezzi termini per sollevare, anche a Belluno, il problema del rapporto con l’Udc. «Abbiamo visto il segretario-assessore candidarsi alle elezioni provinciali contro la coalizione che governa anche a Palazzo Rosso – dice Gidoni – senza nessun pudore. Adesso vediamo Marco Da Rin Zanco uscire con dichiarazioni offensive contro il candidato del centrodestra alle elezioni regionali. Insomma, sembra proprio che la sua principale preoccupazione sia quella di impegnarsi nella campagna elettorale: lo faccia pure, ma abbia la dignità di dimettersi da assessore». «Mi chiedo – conclude Gidoni – se il sindaco Antonio Prade legga i giornali. Se non sbaglio è un rappresentante di quel Pdl che appoggia la candidatura di Luca Zaia. Ma il suo silenzio di fronte all’imbarazzante attivismo del suo giovane assessore è quanto meno sospetto. Capisco che non voglia dare maggiore spazio alla Lega Nord a Palazzo Rosso, ma prima o poi dovrà rendersi conto che siamo noi e non l’Udc gli alleati del Pdl. A Roma, a Venezia e a Belluno. Mi auguro che prima o poi se ne accorga e prenda l’unica decisione possibile: cacciare Da Rin e l’Udc dal governo della città capoluogo». L’Udc è in giunta e in maggioranza anche a Feltre, dove anzi è più decisivo che a Belluno e dove il sindaco è il segretario provinciale e senatore del Carroccio Gianvittore Vaccari. Non è chiaro se le incoerenze dell’Udc troveranno ripercussioni in quell’amministrazione e del resto il partito di Casini non è ancora uscito nemmeno dalla giunta regionale Galan. «Anche su Feltre si farà un ragionamento», dice Gidoni, «aspettiamo le regionali, il giorno dopo si aprirà il confronto».