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Novità sul fronte delle attività scolastiche integrative proposte dal Comune di Belluno.
Accanto all’orm
ai consolidata proposta dello Spazio Studio, servizio rivolto ai ragazzi delle scuole superiori, come sostegno allo svolgimento dei “compiti per casa”, entrato nella tradizione delle offerte dello Spazio Giovani di Borgo Prà, stanno per partire, in questi giorni, due iniziative simili rivolte a bambini e ragazzi delle scuole primarie di primo e secondo grado.
L’idea di attivare un servizio di doposcuola per i più giovani nasce dall’ascolto e dall’integrazione dei bisogni portati alla luce da più Enti (Scuola, Ulss n.1, Servizio Sociale del Comune, associazioni) che a vario titolo sono in contatto con i minori e le loro famiglie.
“Dopo il successo dello Spazio Studio – commenta l’assessore alle politiche per la famiglia e per i giovani, Marco Da Rin Zanco – l’Amministrazione comunale ha inteso andare incontro anche alle esigenze dei ragazzi più piccoli e delle loro famiglie, ricorrendo questa utile modalità del sostegno allo studio scolastico. In questo modo, inoltre, proponiamo un aiuto alle scuole per le attività integrative, didattiche e ludico-espressive, per le quali i fondi tendono a diminuire progressivamente”. Leggi il resto di questo articolo »
Pubblico l’articolo scritto dall’amico Roberto Forcellini, coordinatore provinciale di Belluno dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, relativo alla cena a cui ho partecipato sabato scorso con al centro l’assegnazione dei contributi regionali ai comuni virtuosi nelle politiche tariffarie verso le famiglie (a cui il Comune di Belluno è arrivato primo insieme a Montebelluna).
Unire l’utile al dilettevole sarebbe l’aspirazione di chiunque. È appunto partendo da questo detto che sabato 18 c.m. si è svolto un incontro che ha unito il piacere del palato con un argomento che ha accomunato una quindicina di persone, tra amministratori comunali ed esponenti dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose. Un’idea per far conoscere ancora di più fatti ed obiettivi dell’ANFN ad amministratori vecchi e nuovi di 6 comuni, divisi tra due provincie, Belluno e Treviso, in una località al confine tra le due. Un evento unico nel suo genere, quello di portare attorno ad un tavolo persone provenienti da 8 comuni diversi, con ideologie di partito diverse, con esperienze famigliari diverse, ma tutti con un unico interesse, la famiglia, in particolare quella numerosa e vista sotto l’ottica del Bando Regionale, conosciuto come DGR. 3915 del 9 dicembre 2008 . È risaputo che i momenti conviviali sono ottime occasioni per stimolare la dialettica. Così alla gelateria 2 valli di Fener, per l’aperitivo, e successivamente nella taverna della famiglia Coppe a Col Lonc di Segusino, gustando le variegate specialità di pizza, si sono confrontati l’assessore alle politiche per la famiglia di Belluno, Marco Da Rin, la consigliera con delega alle politiche famigliari di Montebelluna, Alessandra Bessegato: il vicesindaco di Sedico, Roberto Maraga; l’assessore alle politiche sociali di Feltre, Maurizio Zatta; il suo collega per Valdobbidene, Antonio Zucchetto: il sindaco di Segusino Guido Lio accompagnato dalla vicesindaco Giuliana Serafini; hanno condiviso la tavola da parte dell’ANFN, i coordinatori provinciali per Belluno, Roberto e Liberiana Forcellini; il coordinatore comunale per Belluno, Gianrico Levis; ed i coniugi Vanni e Nadia Dal Pan, Famiglia Felegata per i comuni della destra Piave. Non è stato possiblile avere la presenza degli esponenti ANFN trevigiani perché o impegnati per lavoro, o per ferie, o in malattia. Leggi il resto di questo articolo »

Favole al Balcone è il primo appuntamento del progetto Belluno Città dei Bambini promosso dall’Associazione Pomi d’Ottone e dal Comune di Belluno, che vede anche la collaborazione del Consorzio Bim Piave e della Provincia.
- Favole al Balcone…come vi è venuto in mente? –
Semplicemente considerando che, da quando esistono, le finestre sono sempre state utilizzate più per tener fuori che per far entrare qualcosa o qualcuno. A finestre chiuse non entra il freddo in inverno, non entrano le mosche nelle stagioni più calde e non entrano nemmeno i ladri. E i rumori, la musica che arriva dal palazzo di rimpetto e gli schiamazzi dei bambini? Basta chiudere la finestra. A finestre chiuse poi, entra tutta, ma proprio tutta la luce che vogliamo. Allora quando apriamo queste finestre? Per esempio per cambiare l’aria nella stanza. E se qualcuno decidesse di aprirle per affacciarsi al balcone e raccontare una favola ai bambini? Qualcuno mi ha fatto notare che per i bambini tutto quello che è chiuso – cassetti, porte, frigoriferi… – è antipatico. Mi auguro quindi che anche i più piccoli sappiano apprezzare la nostra “apertura”.
- Come si svolgerà il tutto? -
Cinque cantastorie in abito medievale si alterneranno nel dare voce ad una serie di favole che hanno per protagonisti maghi potentissimi, draghi puzzolenti, bambini nati da un fiore, cuochi innamorati e principesse in collera faranno divertire non solo i più piccoli, ma anche chi avrà il piacere di accompagnarli.
Al termine di ogni racconto, il contastorie inviterà i bambini a trasferirsi ai piedi del palazzo successivo per ascoltare un’altra storia.
Le favole saranno interpretate da cinque bravissime attrici che fanno parte della compagnia teatrale “Le Bretelle Lasche”.
- Diamoci un appuntamento! -
La manifestazione, a partecipazione gratuita, inizierà alle ore 15.20 con ritrovo nella centralissima Piazza dei Martiri, di fronte al Caffè Manin, dove tutti i bambini troveranno Mago Merlino e Marta Merlina ad aspettarli sotto una capanna. Saranno loro infatti ad accompagnali lungo il percorso “fiabesco” che da Piazza Campedel si muoverà in Piazza delle Erbe per poi sbucare in Piazza Duomo e andare a chiudersi in via Mezzaterra e via Santa Croce.
In caso di maltempo il ritrovo sarà presso l’Auditorium di Belluno in Piazza Duomo.
- Dopo Belluno Balocchi del 2008, un’altra manifestazione nelle piazze del centro…state tenendo fede alla vostra idea di una città a misura di bambino…-
Si dice spesso che nelle piccole città non c’è vita, non accade mai niente che valga la pena di essere raccontato. Non è certo il caso di Belluno. L’associazione Pomi d’Ottone sta cercando di realizzare un sogno: la città ripensata a misura di bambino, più vivibile e bella per tutti.
I bambini devono diventare i protagonisti della propria città nella prospettiva di creare un ponte di comunicazione con gli adulti. E’ questa la prospettiva del progetto Belluno Città dei Bambini.
Sull’iniziativa, supportata dal Comune di Belluno, anche un commento dell’Assessore alle Politiche per la Famiglia, Marco Da Rin Zanco: “L’intera manifestazione gode del nostro totale appoggio in quanto si basa sugli stessi principi della nostra azione di governo: partecipazione e condivisione, che in questo caso coinvolgono, su più livelli, adulti e bambini. Per i più piccoli sarà l’occasione per conoscere e vivere la città, scoprendone e utilizzandone ogni angolo, imparandone a sentirla come propria, mentre per gli adulti sarà un momento di riscoperta di scorci e luoghi troppo spesso dati per scontati. Un plauso, infine, per gli organizzatori che, spinti dalla fantasia e dall’amore per i bambini, si sono spesi magnificamente per Belluno”.
Dal Corriere delle Alpi del 18 marzo 2009
BELLUNO. Ripensare la città in base alle esigenze dei bambini. E’ l’obiettivo alla base del progetto Belluno città dei bambini , una sorta di contenitore di manifestazioni rivolte ai più piccoli, promosso dall’associazione Pomi d’Ottone in collaborazione con il Comune, gli enti locali (Consorzio Bim, Consorzio Belluno centro storico e Provincia) e alcune aziende private. «Realizzare una città a misura di bambino non vuol dire costruire nuovi parchi o nuovi asili», ha specificato il presidente di Pomi d’Ottone, Francesco Da Ponte, «ma condividere un approccio. Non parliamo di realizzare nuove infrastrutture, ma di utilizzare quello che la città già offre per veicolare i migliori valori di condivisione, solidarietà e senso civico, facendo al contempo divertire i bambini». L’idea è nata un anno fa, quando Pomi d’Ottone realizza la prima edizione di Belluno balocchi , una giornata di giochi e spettacoli per i bambini che attira quasi diecimila persone. Da allora, grazie al contributo di un centinaio di volontari, il progetto è maturato fino ad assumere la consistenza di una rassegna, che si articolerà da aprile a dicembre. Il primo appuntamento in programma è per il 5 aprile, con Favole al balcone, in cui cinque cantastorie vestiti con abiti medievali si alterneranno nell’interpretare le pi belle fiabe di ieri e di oggi dalle finestre dei pi bei palazzi del centro storico. I bambini sono attesi alle 15.20 davanti al Caffè Manin, da dove Mago Merlino e Marta Merlina li accompagneranno, insieme e ai loro genitori e nonni, attraverso i 5 palazzi da cui verranno raccontate le favole. Il 24 maggio torna Belluno balocchi , con la sua carovana di giocolieri, maghi, down, trampolieri, equilibristi, illusionisti, cantastorie e cabarettisti del panorama nazionale e internazionale. Quest’anno i giochi, le attività e gli spettacoli saranno studiati non solo per bambini, ma anche per i ragazzi pi grandi e per gli adulti che amano divertirsi giocando. L’allestimento terrà conto del contesto architettonico della città, attraverso alcuni progetti di arredo urbano che daranno un’interessante veste coreografica alla giornata. Il 4 e 5 luglio si svolgerà Belluniciclo , una gara in monociclo che vedrà sfidarsi i pi forte atleti nazionali, e coinvolgerà i bambini in una corsa a cronometro in monopattino. Anche in quest’occasione saranno organizzati degli spettacoli di animazione. Per tutto l’anno funzionerà inoltre il progetto Favole in pillole , che vedrà i volontari dell’associazione impegnati ad allietare le giornate dei piccoli ospiti della pediatria dell’ospedale di Belluno. Gli altri quattro appuntamenti sono ancora in fase di definizione, come il progetto Un architetto per amico , con il quale si intende creare un dialogo con gli architetti affinchè i loro progetti tengano conto delle esigenze dei bambini. Alessia Forzin
dal gazzettino del 18 marzo 2009
«Ancora una volta le indagini nazionali travisano i dati sulle rette degli asili nido di Belluno» Lo afferma l’assessore Marco Da Rin Zanco, costretto anche quest’anno a smentire una recentissima classifica Uil che assegna al capoluogo la maglia nera sulle tariffe con 565 euro. «Oggi abbiamo almeno 55 tariffe diverse sulla base delle condizioni dei cittadini e delle loro esigenze. L’inchiesta parte da un errore di partenza, moltiplicando la tariffa giornaliera per i giorni del mese. Ma non tiene conto delle agevolazioni e, soprattutto, del fatto che le famiglie non pagano i giorni di assenza. Mediamente, i bimbi frequentano il 73% degli orari mattutini e il 53% delle attività pomeridiane. Il costo medio è di 246 euro al mese».
Si sono chiusi ieri i termini per le iscrizioni al Corso per Baby Sitter, organizzato dal Comune di Belluno, in collaborazione con la Fondazione Progetto Uomo.
La proposta ha riscontrato un ottimo successo, tanto che le adesioni hanno superato il numero minimo di partecipanti che era stato fissato a 30. Tutte le 45 domande pervenute sono state accolte e le lezioni cominceranno regolarmente sabato prossimo, 14 marzo.
Il corso prevede 36 ore di lezioni frontali, su materie quali psico-educazione, psicomotricità, puericultura, animazione, prevenzione e primo soccorso, e 20 ore di tirocinio presso asili nido e scuole materne, per formare persone qualificate in grado di operare con competenza e affidabilità. I tirocini si svolgeranno entro il mese di aprile 2009.
“Sono soddisfatto per la risposta che questo progetto ha avuto” – ha commentato l’assessore Marco Da Rin Zanco. “L’iniziativa, inserita all’interno del più ampio Progetto famiglia del Comune di Belluno, riconosciuto anche dalla Regione Veneto, vuole essere un contributo a sostegno delle famiglie e anche una risposta al crescente bisogno di occupazione lavorativa. Auguro agli iscritti che il loro percorso possa essere davvero fruttuoso e costruttivo”.
A coloro che avranno frequentato almeno l’80% delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Il Comune, inoltre, intende istituire uno specifico albo da rendere pubblico e al quale le famiglie che avessero bisogno di una baby sitter potranno attingere liberamente.
Ricevo oggi la lettera del Sig. Salvadego relativa alla Family card recentemente attivata dal Comune di Belluno a cura del mio assessorato e doverosamente rispondo alle obiezioni.
Nel materiale inviato alle famiglie emerge chiaramente che per la provincia di Belluno si tratta di una novità e che la Card è stata attivata sperimentalmente per un anno, al termine del quale vedremo se continuare sulla stessa strada o se apportare delle migliorie. In questa prima fase abbiamo deciso di lasciare agli esercenti la massima libertà e non poteva essere che così, non avendo il Comune il potere – né la volontà – di imporre alcunché a dei privati imprenditori. Con l’iniziativa abbiamo ritenuto invece di sollecitare la sensibilità di ciascuno e siamo estremamente soddisfatti dei risultati, sia qualitativi che quantitativi delle adesioni. Faccio anche notare quanto sia lodevole che in un momento di difficoltà economica e in un sistema concorrenziale molto forte la piccola distribuzione si sia così fortemente impegnata nell’operazione, tenendo conto che dietro le piccole attività ci sono comunque delle famiglie che a loro volta potrebbero risentire dell’attuale crisi.
Aggiungo che non riteniamo certo la Family card esaustiva per aiutare le famiglie e infatti essa non è che un tassello del più vasto Progetto famiglia che comprende agevolazioni nelle rette dell’asilo nido, la convenzione con le scuole materne private, e la presentazione di un progetto regionale che prevede ben 102.000 euro da destinare a nuovi sgravi tariffari.
Inoltre, il Comune offre alle famiglie che si trovano in situazioni di povertà spinta un prezioso e quotidiano supporto attraverso le sue assistenti sociali, ma anche attraverso il prezioso aiuto di altri soggetti come Caritas, Comitato d’Intesa, associazioni di volontariato e parrocchie.
Pur avendo letto con interesse le sue obiezioni, trovo ingeneroso criticare chi comunque ha aderito al progetto e irrealistico attribuire al Comune poteri e disponibilità di cui esso non dispone.
Ricordo anche che le politiche di aiuto alle famiglie numerose sono solo un tassello, seppure importante, delle più ampie politiche sociali che soprattutto in questo momento di difficoltà devono far fronte a molte emergenze, quali anziani soli, nuove povertà, giovani disoccupati e molte altre.
Il Comune non può agire sempre in prima persona, deve piuttosto tracciare un percorso, sollecitare la partecipazione della comunità e coinvolgere e sensibilizzare gli opinion leader e i portatori di interessi. Questo è il principio della sussidiarietà, nonché, in questo caso della solidarietà sociale.
Senza dimenticare che il progetto Family card è stato studiato e condiviso proprio con l’Associazione Famiglie numerose, allo stesso modo siamo sempre disponibili ad accogliere idee e contributi.

Il marchio famiglia della Regione Veneto
Dal Corriere delle Alpi del 28 febbraio 2009, p.d.a
BELLUNO. «Un sollievo per le 460 famiglie numerose del comune, in questo momento di crisi, per sostenere lo sviluppo demografico che serve alla crescita del territorio». Lo ha detto il sindaco Antonio Prade presentando la «Family card», lo strumento dedicato ai nuclei familiari con tre o più figli e con cui potranno ottenere degli sconti in 80 negozi del Comune. «Un’iniziativa positiva ma soprattutto concreta a fronte, invece, di chi si affanna a fare tavoli su idee, senza per avere in mano nulla», ha sottolineato Prade non risparmiando una frecciata all’indirizzo del presidente della Provincia, Sergio Reolon. L’idea della Family card «è nata un anno e mezzo fa», ha poi precisato l’assessore alle politiche della famiglia, Marco Da Rin Zanco, «per aiutare le famiglie numerose che chiedevano interventi di supporto. Si tratta di uno dei tanti progetti che abbiamo presentato in Regione a favore della famiglia e che, non appena tutti riceveranno la card, potrà essere avviato in via sperimentale nel nostro comune. Abbiamo poi », ha proseguito Da Rin. «preso accordi con il Consorzio Bim e con il presidente Giovanni Piccoli per estendere l’iniziativa anche ad altri comuni bellunesi. Inoltre, stiamo lavorando con i ristoratori per avere ulteriori agevolazioni». Soddisfazione ha espresso anche il presidente provinciale dell’associazione nazionale delle famiglie numerose, Roberto Forcellini. «La family card è un aiuto per spese che influiscono sui bilanci delle famiglie e permetterà ai figli di avere un futuro». Ma le esigenze delle famiglie numerose sono molteplici. «Stiamo lavorando con l’Ato per una revisione delle tariffe dell’acqua, mentre a livello nazionale stiamo chiedendo un ritocco delle tariffe elettriche, l’istituzione di un fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà insieme con la Cei. Perchè i figli sono una risorsa per la società». Contenti anche i commercianti rappresentati dal presidente della Consulta Ascom, Andrea Dal Pont che ha rimarcato come molte siano le adesioni da parte dei negozi del centro storico, «dei piccoli esercizi, segno dell’attenzione al cliente».
Proposta di Da Rin, Colle frena: «Sulla Tia valutazioni in corso»
«Sconto pannolini», l’assessore di Palazzo Rosso chiede fondi alla Regione in vista della tariffa: servono l5mila euro
dal Corriere del Veneto del 22 febbraio

Da Rin riceve il "Marchio Famiglia" dall'Ass. Valdegamberi
BELLUNO Rifiuti, tariffe agevolate per le famiglie del Comune di Belluno con figli al di sotto di tre anni. Questa è la proposta dell’assessore per le Politiche alla famiglia, Marco Da Rin Zanco. L’idea sarebbe quella di introdurre uno sconto tariffario alle famiglie con bambini di età inferiore ai tre anni, indipendentemente dal numero, (a Belluno sono in questo momento 813), prendendo in considerazione il fatto che gran parte del rifiuto è rappresentato dai pannolini. Una sorta di «sconto pannolini», insomma: l’agevolazione consisterebbe nell’abbattimento del 20 per cento della parte variabile della tariffa di igiene ambientale, la Tia, al migliaio di famiglie che ne avrebbe diritto, una volta che la tariffa dovesse essere introdotta (si parla di fine anno prossimo o del 201 i). Per coprire i mancati incassi, il Comune sarebbe intenzionato a chiedere alla Regione un contributo di l5mila euro. «O anche meno – afferma accontentandosi Da Rin -. Ricordo che già oggi il servizio sociale della nostra ammi nistrazione interviene per abbattere i costi di raccolta e smaltimento per le famiglie in difficoltà. Se la Regione finanziasse questa ipotesi di progetto, si potrebbe dare una risposta concreta alle molte famiglie che hanno segnalato il problema». E sui la Regione fa un’apertura preliminare. Che è venuta l’altro ieri, margine di un incontro in prefettura a Belluno, dall’assessore alle Politiche sociali Stefano Valdegamberi: «11 Comune di Belluno ha già ottenuto il riconoscimento del Marchio famiglia, dimostrando una sensibilità particolare su questo fronte. Sono sicuro che l’amministrazione parteciperà all’opportunità di ottenere finanziamenti per il progetto delle famiglie numerose», presentato da Da Rin, che afferma: «Non possiamo permettere che fare un figlio sia qualcosa che pesa sulle tasche dei cittadini. Un figlio dev’essere una risorsa, non una spesa». Per parte sua, il vicesindaco Leonardo Colle, che gestisce la questione raccolta rifiuti come assessore all’Ambiente, si mostra cauto: «E giusto che le famiglie numerose vadano agevolate – ma, aggiunge, frenando sull’estensione delle agevolazioni alla Tia – stiamo ancora valutando i mezzi per attuare la tariffa puntuale». Federica Fant
