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Dal Gazzettino del 3 gennaio
Nulla da eccepire sulla professionalità dei dirigenti delle due Ulss bellunesi. Ma il metodo utilizzato dal presidente della Regione Giancarlo Galan non convince i politici bellunesi. E se il centrodestra veneziano è in fibrillazione, qualche critica arriva anche da Belluno. «Sono d’accordo con il mio responsabile regionale Giorgetti – afferma il presidente bellunese di An Michele Carbogno – un matrimonio non è fatto di scelte unilaterali. Ferma restando la stima per i due dirigenti delle Ulss di Belluno e Feltre, il metodo utilizzato per le nomine impone dei chiarimenti. Domani (oggi) ci sarà il coordinamento regionale nel quale verrà fatta un’analisi approfondita». Anche l’Udc, per bocca del segretario provinciale Marco Da Rin Zanco, non apprezza il troppo decisionismo di Galan. «Le scelte vanno concordate – spiega Da Rin – anche se devo dire che, alla fine, a noi bellunesi è andata bene, con la riconferma a Feltre di Bortolo Simoni e la nomina per Belluno di un serio professionista con esperienza. Certo, avremmo magari preferito un bellunese, la Regione avrebbe dato un segnale di attenzione alla nostra specificità». Leggi il resto di questo articolo »
Dal Corriere delle Alpi odierno, Pagina 14
BELLUNO. Accusati di essere un “ectoplasma” e di aver portato alla sconfitta elettorale, Alleanza Nazionale e Udc sono ormai ai ferri corti con Berlusconi e il suo progetto di Partito delle libertà.
«A livello locale non cambia niente», chiarisce l’assessore comunale e segretario provinciale dell’Udc Marco Da Rin Zanco, «ci siamo presentati insieme con un progetto, che l’alleato si chiami Fi o Pdl cambia poco. A livello nazionale gli attriti sono più di metodo che di merito. Saremo all’antica, ma per noi scendere in piazza una sera per distruggere un partito e farne un altro, non esiste. Politicamente», dice Da Rin Zanco, «siamo perplessi, ma tutto sommato constatiamo che Berlusconi si avvicina alle nostre posizioni, in particolare sulla legge elettorale. Siamo ancora l’alleato migliore di Fi, ma è chiaro che il populismo e il parlare alla pancia non ci piacciono. Di certo l’Udc non entrerà nel Pdl (anche se c’è una parte, quella di Giovanardi, che aderirà): usciamo da una stagione di congressi magari non semplici, ma vogliamo che le scelte siano prese dalla base». Attualmente il piano politico è sottomesso a quello umorale, ma Da Rin Zanco vede possibile un’alleanza ancora più forte sui programmi: «Se si va verso il centro noi ci rafforziamo e lo stesso accade quando Berlusconi fa il monarca».
Anche An non vede rischi nel locale, pur essendoci riflessi sul piano regionale come spiega il presidente provinciale e assessore Michele Carbogno: «Le alleanze precedenti non credo possano subire condizionamenti. Certe turbolenze non mettono in pericolo l’alleanza a Belluno, ma permettono agli interlocutori di avere le mani un po’ più libere nei progetti non strettamente legati al programma». In sostanza non ci sarà più lo “spirito di scuderia” per forza. «Quello che sta succedendo casomai potrebbe, in prospettiva, condizionare programmi e alleanze in elezioni future, vedi già le provinciali», avvisa Carbogno. «A livello nazionale c’è una discussione per arrivare a scelte e proposte politiche sulle riforme costituzionali, ma che ci siano alleanze per tagliar fuori le ali estreme non credo, non sarebbe accettato nè dai quadri dirigenti, nè tanto meno dagli elettori. Non credo che basti cambiare un nome per far cambiare radicalmente idea alle persone». (i.a.)