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L’intervento di Marco Da Rin Zanco, responsabile nord-est giovani UDC, all’apertura dell’assemblea regionale “Novità VENETO: Cambia la politica!” di Mogliano (23 ottobre 2010)
Care amiche, cari amici,
spetta a me l’onore di portare il saluto del movimento giovanile.
Giovedì sera, durante una cena con alcuni ragazzi proprio qui a Mogliano, ricordavamo il nostro ingresso nell’UDC. Ricordavamo la nostra partecipazione alle prime assemblee, quando di volti giovani se ne vedevano pochi. Si sentivano grandi discorsi di coerenza e valori, ma quelle persone che li facevano un po alla volta sono sparite. La traversata nel deserto, lanciata proprio dal presidente Casini nel 2008 a Mestre, oggi possiamo dire che ci ha fatto bene: molti ci hanno lasciato perchè erano interessati solo a conservare qualche assessorato o presidenza, ma in compenso abbiamo guadagnato tanti giovani, che non sono qui per avere uno stipendio o una rendita di posizione ma perchè credono che attraverso questo partito passi il cambiamento di cui l’Italia e il Veneto hanno bisogno!
Qui non ci sono le hostess pagate per sventolare bandiere come alle convention di qualche grande partito, e non sentirete fare dalle giovani qui presenti discorsi come quello intercettato tempo addietro da una nota divista, in cui due ragazze fuori dalla segreteria di un parlamentare discutevano se fosse meglio chiedere una raccomandazione per il parlamento europeo o per il grande fratello. Di fronte a questa crisi della società in cui ciascuno di noi, come mi ricorda l’amico Alessandro Boggian, entra nel mercato del lavoro guadagnando un centesimo di una velina o di un tronista, noi siamo qui oggi per essere protagonisti del cambiamento di cui l’Italia ha bisogno!
Martedì sera, durante l’assemblea dei giovani di Vicenza e Verona, si discuteva di cos’era per noi il partito della nazione, accogliendo l’invito del presidente Casini a portare contenuti in questo nuovo soggetto politico. Mi permetto quindi, a nome dei giovani qui presenti, di dire cosa vorremmo fosse il partito della nazione:
Il Partito della Nazione è per noi affontare problemi che alimenteranno uno scontro intergenerazionale nel nostro paese. Parliamo molto del conflitto tra Nord e Sud Italia, ma se non si metterà mano ad alcune riforme, anche a costo di essere impopolari, assisteremo ad uno scontro ben maggiore, quello dei padri contro i figli e dei figli contro i padri!
E allora non possiamo fare le cicale, ignorando il continuo aumentare del debito pubblico. Questo paese sta vivendo al di sopra delle proprie possibilità bruciando il terreno del futuro e del progresso. Collegato a questo c’è il problema delle pensioni. I giovani che oggi entrano nel mercato del lavoro stanno pagando degli oneri previdenziali che non gli verranno mai restituiti. Di fronte a questo quadro drammatico occorre un partito in grado di dire basta a quel sistema intoccabile che oggi drena decine di miliardi di euro dalle tasche degli italiani senza trasformarli in servizi: chi oggi dice no all’abolizione degli enti inutili, delle provincie, del sistema di vassali e valvassori che tiene schiavo l’Italia si rende complice della fame che potrebbero un giorno patire i suoi figli!
Qualcuno, citando un ex ministro, ci chiama bamboccioni. A questo qualcuno diciamo che accettiamo la sfida, ma in questo momento i dadi sono truccati. Come pensate che un giovane possa oggi uscire di casa se, a fronte di un tasso di disoccupazione relativamente basso, la disoccupazione giovanile raggiunge il 29%, peggio anche di qualche paese africano?
Stiamo attenti, perchè mentre qui succede questo le università straniere vengono in Italia a comprare i nostri giovani, portano la nostra “meglio gioventù” all’estero e rischiamo di non vederla tornare!
Dobbiamo sbloccare il sistema Italia. Parliamo pure della Casta, ma evitiamo delle strumentalizzazioni: il nostro vero obiettivo dev’essere quello di disintegrare quel sistema paese fatto di lobby intoccabili ad ogni livello: farmacisti, notai, giornalisti, medici, docenti universitari, tanti castelli fortificati dove la mobilità sociale è quasi nulla: se sei figlio di uno di loro fai parte del clan, se sei un giovane figlio di operaio sei destinato a rimanere fuori. Siamo regrediti alla mobilità sociale del medioevo!
Per questo, l’ultima cosa che chiediamo al Partito della Nazione è di diventare un partito profondamento democratico. Non credo sia un caso se oggi in Italia gli Under 35 in parlamento sono il 5%, mentre negli enti locali, dove si vota con la preferenza, sono il 20%. Molti di noi, qui presenti, sono amministratori locali. Ragazzi come Andrea, Marco, Matteo, Luca, si sono candidati alle elezioni regionali raccogliendo voto dopo voto un consenso superiore alla media che è stato indispensabile per il nostro risultato. Quindi vedete che il confronto non ci spaventa: non vogliamo quote gialle o verdi, nessuna corsia preferenziale, nessun sei politico, ma la possibilità di misurarci sul terreno del merito, quarant’anni dopo quelli che nel ’68 gridavano “largo ai giovani” ma ora blindano la propria posizione sociale.
Per parlare di tutte queste cose ci incontreremo a Borca di Cadore dal 26 al 28 novembre per la prima assemblea programmatica del nostro movimento giovanile. Dopo tante scuole di formazione, cogliendo l’invito del nostro primo supporter,l’on. Antonio De Poli, ci fermeremo tre giorni per costruire la nostra proposta per il Veneto e per l’Italia.
Il nostro obiettivo è, facendo nostre le parole di Ghandi, essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.
