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Dal Corriere delle Alpi di Ieri, commenti del centro-destra agli Stati Generali di sabato.
BELLUNO. Non è arrivato Gidoni a salutare la presentazione di Colle. E non si è fatto vedere nemmeno un altro uomo della Lega, Stefano De Gan. Il Carroccio ha sbattuto un po’ i piedi, An ha rimandato la giunta su varie materie. Per fortuna di Prade, il Giovanni XXIII ha registrato le promozioni di Giovanni Fontana (Pab), Camillo De Pellegrin (Lid), Marco Da Rin Zanco (Udc), Orazio Da Rold (FI).
Fontana l’ha ammesso: «Qualcuno diceva che Prade non aveva le bale per fare il sindaco. Noi del Pab siamo stati tra gli ultimi a sostenerlo e ora lo consideriamo un ottimo amministratore». Una ricetta per migliorare ancora: «Recuperare il confronto tra noi e il rapporto con la città, che ci ha votato e da noi si aspetta tanto. E niente improvvisazioni. Vedi il Nevegal: attenti a non gettare denaro».
De Pellegrin si è allineato: «La giunta ha dimostrato di lavorare anche senza Gidoni. Se qualcosa non va, non è un dramma. L’importante è gestire meglio il confronto fra di noi».
Secondo Da Rin Zanco (il giovane apprezzato da Prade che in suo favore ha sollecitato l’aiuto di esperienza degli altri assessori), il sindaco «è l’unico vincitore di una fase che ha mostrato problemi, particolarismi e qualche sconfitto. L’inizio di questa giunta è stato difficile, anche per affanni nella comunicazione, ma il Sole 24Ore l’ha evidenziato: il gradimento del sindaco è stabile, a differenza di un presidente della Provincia che ha perso 6 punti». Infine, un appello agli alleati: «L’Udc non attende Prade a prove del fuoco (stoccata ad An, ndr) e invoca dal resto della coalizione la compattezza che il centrosinistra sa dimostrare».
Infine, Da Rold, sintetico nel premiare Prade («Capace e autorevole») e nel biasimare la minoranza («Sa solo dire di no, ad esempio sul termovalorizzatore»).