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Domenica l’ex presidente del consiglio sostituirà Pier Ferdinando Casini nell’incontro con i giovani alla scuola di politica invernale Udc in Cadore
Pier Ferdinando Casini domenica non potrà essere a Borca di Cadore per la scuola invernale di formazione politica dell’Udc, come annunciato in precedenza. Il leader dell’Unione di Centro è trattenuto nella capitale da improvvisi impegni istituzionali, ma i giovani partecipanti alla tre giorni di Borca, iniziata venerdì, non resteranno soli. La palestra politica si farà ancora più ambiziosa perché saranno chiamati a confrontarsi con una delle figure storiche della politica italiana: Ciriaco De Mita. Tema dell’incontro che inizierà domenica alle 9.45 sarà il ricambio generazionale. Chi vincerà? I ragazzi sapranno far valere il merito e l’intraprendenza o l’esperienza politica di De Mita, che è stato anche presidente del consiglio a fine anni ‘80, avrà la meglio? Di certo da questo confronto ci sarà qualcosa da imparare e la mattinata sarà ricca di contenuti. I ragazzi potranno lanciare provocazioni e domande via sms e De Mita sarà a loro disposizione. A coordinare l’incontro ci sarà Nicola Zema, professionista della comunicazione, mentre le conclusioni spetteranno al coordinatore nazionale dei giovani Udc, Gianpiero Zinzi e al suo vice, il bellunese Marco Da Rin Zanco.
Confermata per sabato, invece, la presenza del segretario generale dell’Udc, Lorenzo Cesa, che con il coordinatore regionale, Antonio de Poli e con il politologo Paolo Feltrin, animerà dalle 9.30 la tavola rotonda “Dalla Crisi al Cambiamento: riprogettare il presente per costruire il futuro”. Non potrà prendervi parte come preventivato, don Gigetto De Bortoli del Ceis bloccato da impegni lavorativi. Verrà proiettato, però, un video inedito preparato da don Antonio Mazzi che porrà alcuni interrogativi ai giovani sui valori della solidarietà. Nel pomeriggio la scuola politica si concentrerà, come previsto, su temi specifici, come ambiente, welfare ed istituzioni europee attraverso dei laboratori in gruppo. Direttamente da Bruxelles arriverà sulle Dolomiti anche il segretario generale dei giovani del Partito Popolare Europeo, Brenda Furniere.
Tesseramento anche su internet fino al 30 novembre per partecipare al congresso dove verrà presentato il nuovo soggetto politico, mentre a Borca di Cadore domenica si parlerà del futuro dell’Udc con il leader, Pier Ferdinando Casini.
Udc è l’unico partito in provincia di Belluno ad aver avviato la possibilità di tesseramento online. Il nuovo sistema, accessibile tramite il sito www.udc-belluno.it nella sezione dedicata permette in pochi click di essere partecipi in prima persona al congresso che in primavera darà vita ad un nuovo soggetto politico. Intanto, la politica nazionale sbarcherà da venerdì 26 a domenica 28 novembre a Borca di Cadore, con la scuola di formazione invernale Udc, dove è atteso il leader del polo moderato, Pier Ferdinando Casini.Tesseramento online. Il 30 novembre è l’ultima data utile per il tesseramento che permette di partecipare al congresso 2011 e, tramite il sito ufficiale di Udc Belluno, l’iscrizione potrà essere fatta anche online. Il partito ha iniziato già la scorsa estate un processo di rinnovamento che porterà l’attuale Udc verso il partito della Nazione. Questa evoluzione si concluderà proprio con l’arrivo del nuovo anno. In primavera è previsto, infatti, il congresso per definire i dettagli della futura stagione politica. «Il nuovo partito sarà comunque fondato sui valori storici dell’Unione di Centro, ma seguirà una linea ancora più responsabile. Prova ne è l’uscita di persone che militavano solo alla ricerca di una poltrona dove sedersi» ha commentato il coordinatore provinciale Udc, Maurizio Isma.
Concorso per il nuovo simbolo. Nel contesto di rinnovamento c’è anche il concorso aperto a tutti i giovani per trovare il marchio che rappresenterà il nuovo soggetto politico. Le proposte possono essere inviate alla e-mail nuovopartito@gmail.com e, ovviamente, al vincitore andrà un corposo premio.
Scuola politica in Cadore. Al Park hotel des Dolomites di Borca di Cadore, questo fine settimana ragazzi da ogni parte d’Italia si troveranno per riflettere sul futuro del Paese. Sarà una tre giorni di approfondimento e confronto attraverso laboratori di economia, ambiente, politiche giovanili e comunitarie tenuti da importanti personaggi come con il politologo dell’università di Trieste, Paolo Feltrin. Tra i temi trattati ci saranno anche la green economy, le cui sfide saranno spiegate da un professionista del settore, Lorenzo Tesauri e l’imprenditoria con il consulente del lavoro e commercialista, Simone Sartori. Sabato è attesa Brenda Furniere, segretario generale vicario Yepp (Youth of the European People’s Party), ovvero uno dei massimi esponenti del partito Popolare Europeo. Nella stessa giornata poi è previsto l’arrivo anche di Lorenzo Cesa, segretario generale dell’Udc. Domenica 28, invece, i riflettori saranno puntati su Pier Ferdinando Casini, che arriverà in mattinata tra le Dolomiti per la tavola rotonda “Protagonisti del Cambiamento: il nostro contributo per il Partito della Nazione” con i coordinatori Udc delle sezioni giovanili di tutte le province venete.
L’intervento di Marco Da Rin Zanco, responsabile nord-est giovani UDC, all’apertura dell’assemblea regionale “Novità VENETO: Cambia la politica!” di Mogliano (23 ottobre 2010)
Care amiche, cari amici,
spetta a me l’onore di portare il saluto del movimento giovanile.
Giovedì sera, durante una cena con alcuni ragazzi proprio qui a Mogliano, ricordavamo il nostro ingresso nell’UDC. Ricordavamo la nostra partecipazione alle prime assemblee, quando di volti giovani se ne vedevano pochi. Si sentivano grandi discorsi di coerenza e valori, ma quelle persone che li facevano un po alla volta sono sparite. La traversata nel deserto, lanciata proprio dal presidente Casini nel 2008 a Mestre, oggi possiamo dire che ci ha fatto bene: molti ci hanno lasciato perchè erano interessati solo a conservare qualche assessorato o presidenza, ma in compenso abbiamo guadagnato tanti giovani, che non sono qui per avere uno stipendio o una rendita di posizione ma perchè credono che attraverso questo partito passi il cambiamento di cui l’Italia e il Veneto hanno bisogno!
Qui non ci sono le hostess pagate per sventolare bandiere come alle convention di qualche grande partito, e non sentirete fare dalle giovani qui presenti discorsi come quello intercettato tempo addietro da una nota divista, in cui due ragazze fuori dalla segreteria di un parlamentare discutevano se fosse meglio chiedere una raccomandazione per il parlamento europeo o per il grande fratello. Di fronte a questa crisi della società in cui ciascuno di noi, come mi ricorda l’amico Alessandro Boggian, entra nel mercato del lavoro guadagnando un centesimo di una velina o di un tronista, noi siamo qui oggi per essere protagonisti del cambiamento di cui l’Italia ha bisogno!
Martedì sera, durante l’assemblea dei giovani di Vicenza e Verona, si discuteva di cos’era per noi il partito della nazione, accogliendo l’invito del presidente Casini a portare contenuti in questo nuovo soggetto politico. Mi permetto quindi, a nome dei giovani qui presenti, di dire cosa vorremmo fosse il partito della nazione:
Il Partito della Nazione è per noi affontare problemi che alimenteranno uno scontro intergenerazionale nel nostro paese. Parliamo molto del conflitto tra Nord e Sud Italia, ma se non si metterà mano ad alcune riforme, anche a costo di essere impopolari, assisteremo ad uno scontro ben maggiore, quello dei padri contro i figli e dei figli contro i padri!
E allora non possiamo fare le cicale, ignorando il continuo aumentare del debito pubblico. Questo paese sta vivendo al di sopra delle proprie possibilità bruciando il terreno del futuro e del progresso. Collegato a questo c’è il problema delle pensioni. I giovani che oggi entrano nel mercato del lavoro stanno pagando degli oneri previdenziali che non gli verranno mai restituiti. Di fronte a questo quadro drammatico occorre un partito in grado di dire basta a quel sistema intoccabile che oggi drena decine di miliardi di euro dalle tasche degli italiani senza trasformarli in servizi: chi oggi dice no all’abolizione degli enti inutili, delle provincie, del sistema di vassali e valvassori che tiene schiavo l’Italia si rende complice della fame che potrebbero un giorno patire i suoi figli!
Qualcuno, citando un ex ministro, ci chiama bamboccioni. A questo qualcuno diciamo che accettiamo la sfida, ma in questo momento i dadi sono truccati. Come pensate che un giovane possa oggi uscire di casa se, a fronte di un tasso di disoccupazione relativamente basso, la disoccupazione giovanile raggiunge il 29%, peggio anche di qualche paese africano?
Stiamo attenti, perchè mentre qui succede questo le università straniere vengono in Italia a comprare i nostri giovani, portano la nostra “meglio gioventù” all’estero e rischiamo di non vederla tornare!
Dobbiamo sbloccare il sistema Italia. Parliamo pure della Casta, ma evitiamo delle strumentalizzazioni: il nostro vero obiettivo dev’essere quello di disintegrare quel sistema paese fatto di lobby intoccabili ad ogni livello: farmacisti, notai, giornalisti, medici, docenti universitari, tanti castelli fortificati dove la mobilità sociale è quasi nulla: se sei figlio di uno di loro fai parte del clan, se sei un giovane figlio di operaio sei destinato a rimanere fuori. Siamo regrediti alla mobilità sociale del medioevo!
Per questo, l’ultima cosa che chiediamo al Partito della Nazione è di diventare un partito profondamento democratico. Non credo sia un caso se oggi in Italia gli Under 35 in parlamento sono il 5%, mentre negli enti locali, dove si vota con la preferenza, sono il 20%. Molti di noi, qui presenti, sono amministratori locali. Ragazzi come Andrea, Marco, Matteo, Luca, si sono candidati alle elezioni regionali raccogliendo voto dopo voto un consenso superiore alla media che è stato indispensabile per il nostro risultato. Quindi vedete che il confronto non ci spaventa: non vogliamo quote gialle o verdi, nessuna corsia preferenziale, nessun sei politico, ma la possibilità di misurarci sul terreno del merito, quarant’anni dopo quelli che nel ’68 gridavano “largo ai giovani” ma ora blindano la propria posizione sociale.
Per parlare di tutte queste cose ci incontreremo a Borca di Cadore dal 26 al 28 novembre per la prima assemblea programmatica del nostro movimento giovanile. Dopo tante scuole di formazione, cogliendo l’invito del nostro primo supporter,l’on. Antonio De Poli, ci fermeremo tre giorni per costruire la nostra proposta per il Veneto e per l’Italia.
Il nostro obiettivo è, facendo nostre le parole di Ghandi, essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.
