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Fulvio De Pasqual, candidato Udc alle prossime regionali, oggi lunedì 22 marzo, sarà a Limana presso l’albergo e ristorante Piol alle 18.30 per trattare il tema dei servizi alla persona.
Le proposte dell’Udc per la specificità della provincia di Belluno, invece, saranno al centro dell’incontro di Sedico presso il bar centrale alle 20.30.
Gli albergatori bellunesi sono stati lasciati a loro stessi, ecco perché oggi si trovano a chiudere quando c’è ancora neve.
«Servono eventi e strutture per l’intrattenimento, come stabilimenti termali, per rilanciare la nostra accoglienza oltre la stagionalità» questo è il messaggio che lanciano Fulvio De Pasqual e Vittorino Manfroi, candidati Udc alle prossime elezioni regionali.
La politica può fare molto per mettere in rete gli operatori e progettare un’offerta turistica attrattiva ma «Non bastano fondi sporadici delle aree di confine per colmare il gap che ci divide dai concorrenti» dice Fulvio De Pasqual.
«Bisogna pensare ad un sistema turistico veneto diverso e coerente nei collegamenti, come nella commercializzazione dell’offerta, ma sarà possibile solo attraverso una Regione a statuto speciale» rimarca, invece, l’altro candidato Vittorino Manfroi.
Tutto è pronto nella sala riservata dell’Excalibur in zona Veneggia (via Tiziano Vecellio, 5/A) per l’arrivo di Pier Ferdinando Casini.
Il leader dell’Unione di centro sarà a Belluno alle 17.45 accompagnato dal candidato presidente della Regione Veneto, Antonio De Poli, per un aperitivo informale aperto a tutti i cittadini. Nel corso dell’incontro interverranno anche Fulvio De Pasqual e Vittorino Manfroi, candidati bellunesi Udc per il consiglio regionale.
L’agricoltura di montagna non ha bisogno di spot con gli yak, né di manovre scellerate per essere incentivata: c’è bisogno di concretezza e sostegno ai produttori del settore lattiero caseario. A sostenerlo i candidati Udc alle prossime regionali, Fulvio De Pasqual e Vittorino Manfoi.
Se nel 1951 erano 35.000 gli operatori bellunesi attivi nel settore, nel 1971 si è passati sotto i 10.000 e con l’arrivo del nuovo secolo a meno di 5.000, secondo dati dei censimenti Istat. «L’industria nel nostro territorio ha portato via tante braccia alla terra e oggi che il settore secondario è in crisi, il primario torna ad attirare l’attenzione dei più giovani sostiene Vittorino Manfroi – ma il settore non lascia margini economici sufficienti e lo slancio rischia di rimanere tale». Serve una filiera più corta tra produttore e consumatore, nuovi sistemi che permettano a chi coltiva o alleva, soprattutto in territori difficili, come la montagna, di avere un ritorno economico vero.
«L’agricoltura è chiamata settore primario, non a caso e da qui può ripartire l’economia» dice De Pasqual. In provincia, in particolare, il lattiero caseario rappresenta anche un modo per mantenere la residenzialità nel territorio e una risorsa per il turismo. Nell’export italiano è l’unico settore in crescita per quantità, ma ancora c’è molto da lavorare sul valore. «Il lattiero caseario può diventare il cuore dell’agricoltura in provincia, ma vanno sostenuti e riconosciuti i sacrifici dei tanti allevatori locali, pagando loro i prodotti ad un prezzo consono e alleggerendo la filiera» ha concluso De Pasqual.
Un’università che non sia solo un polo didattico, ma anche di ricerca per assistere gli enti locali nella gestione di parametri territoriali e nuove competenze. Questo in sostanza quanto emerso nell’intervento dei candidati Udc, Fulvio De Pasqual e Vittorino Manfroi, nell’incontro sul futuro dell’università di Feltre.
Le leggi regionali si basano su parametri validi per la pianura ma inefficaci per la montagna. Ci sarà la necessità di costruire un sistema di regole e norme nuovo e calato sulla realtà bellunese, che non ha altri riferimenti in Italia. Per questo l’università nella visione dell’Unione di centro non ha solo ragione d’esistere ma è un perno fondamentale intorno al quale costruire l’economia e la società del futuro.
«Di fronte a noi abbiamo avversari, non nemici e per questo, nella massima trasparenza, invitiamo la Lega ad utilizzare i nostri spazi o mettere i manifesti sopra i nostri nei luoghi dove si è verificato l’inconveniente» hanno concluso i due candidati in lista con Antonio De Poli.
L’esponente Udc Marco Da Rin precisa, inoltre, che ha già provveduto nel primo pomeriggio a contattare l’On. Gianvittore Vaccari, segretario provinciale della Lega e Orso Grigio, capogruppo nel consiglio comunale di Belluno, per esprimere le sue scuse.
L’università di Padova in una recente ricerca ha indicato che la percentuale di giovani laureati in un territorio diminuisce proporzionalmente alla distanza dalle sedi universitarie. Nella provincia di Belluno c’è una media di circa il 6% di laureati, contro il 20% nazionale e il 30% europeo.
Più è difficile raggiungere l’università, più si rinuncia allo studio: solo a Belluno i laureati toccano il 10%, ma nella zona di Agordo, Longarone e Zoldo il numero si ferma intorno al 3%.
I ragazzi bellunesi sono nettamente svantaggiati rispetto ai colleghi di altre realtà del Veneto. In questo momento poi, alle difficoltà che crea il territorio per molte famiglie bellunesi si aggiungono le difficoltà economiche, ma la tutela allo studio resta fondamentale per lo sviluppo futuro.
I dati sulla situazione formativa nel bellunese e alcune soluzioni concrete saranno presentate mercoledì 17 alle ore 14.00 dai candidati Udc, Vittorino Manfroi e Fulvio De Pasqual, all’interno del dibattito sul futuro dell’università a Feltre presso il ristorante Belle Epoque.
I ragazzi bellunesi sono nettamente svantaggiati rispetto ai colleghi di altre realtà del Veneto. In questo momento poi, alle difficoltà che crea il territorio per molte famiglie bellunesi si aggiungono le difficoltà economiche, ma la tutela allo studio resta fondamentale per lo sviluppo futuro.
I dati sulla situazione formativa nel bellunese e alcune soluzioni concrete saranno presentate mercoledì 17 alle ore 14.00 dai candidati Udc, Vittorino Manfroi e Fulvio De Pasqual, all’interno del dibattito sul futuro dell’università a Feltre presso il ristorante Belle Epoque.
«Al di là delle considerazioni tecniche e urbanistiche, per le quali auspico tutto sia stato fatto a norma di legge, la scelta di posizionare una croce sul monte Serva è condivisibile».
Così Marco Da Rin, dell’Udc di Belluno, commenta l’idea di un comitato bellunese di mettere un crocifisso illuminato sul Serva.
«La croce è un segno anche laico che accomuna chi ha il dono della fede e chi no. Lì sono le radici della storia e della cultura, italiana e bellunese. Questo grande simbolo d’amore e d’accoglienza rappresenta le fondamenta sulle quali costruire il futuro della nostra città e della nostra provincia» ha concluso Da Rin.
Sabato 20 marzo alle 17.45 presso l’Excalibur di Belluno (Via Tiziano Vecellio, 5/A) si terrà un aperitivo con il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini e con il candidato alla presidenza della Regione Veneto, Antonio De Poli.
L’incontro conviviale sarà l’occasione per approfondire le proposte dell’Unione di Centro per le prossime regionali del 28 e 29 marzo, anche con i candidati bellunesi: Fulvio De Pasqual e Vittorino Manfroi.
Opposti agli slogan, per la concretezza.
Questa in sostanza la posizione con la quale l’Udc si presenta alle prossime elezioni regionali, dove propone Antonio De Poli come candidato presidente. Una vera alternativa al bipolarismo che oggi rende immobile l’Italia. A Belluno i candidati per entrare come consigliere nel Veneto sono due: Fulvio De Pasqual, medico con un’esperienza politica in prima linea, ex sindaco di Ponte nelle Alpi, e Vittorino Manfroi, attuale consigliere comunale di Feltre. La risoluzione dei problemi reali è quello a cui mirano i candidati. Se dovesse vincere la destra, si formerebbe uno stallo ancora più forte in Regione, dipendente da equilibri nazionali e progetti non condivisi, mentre il modello della sinistra ha già dimostrato di non reggere a lungo nel governo, stando a De Pasqual. «Oltre ai programmi abbiamo quanto è stato realizzato, come, ad esempio, la sistemazione della scuola media di Cadola, i servizi socio sanitari nella casa di riposo e la raccolta differenziata premiata con cinque stelle di Ponte nelle Alpi» sottolinea il candidato. Non mancano però le proposte per il futuro: si può fare ancora tanto per migliorare la qualità di vita nel bellunese, soprattutto nelle zone più periferiche della provincia. L’attenzione di entrambi gli aspiranti consiglieri è rivolta soprattutto alla tutela della famiglia e dei servizi sul territorio. Un punto fermo è il rispetto per la persona, di qualunque paese ed estrazione, che arriva a colmare un vuoto lavorativo ma, afferma Manfroi: «Oggi assumiamo immigrati per sopperire a quei posti di lavoro che non siamo in grado di occupare. Se potessimo incentivare le nascite saremo in grado di creare da soli la nostra forza lavoro». Dare lavoro significa mantenere la residenzialità e fare in modo che i servizi non vengano centralizzati: «I costi e i ricavi non c’entrano, avere qualcuno che mantiene il territorio conviene anche alla pianura per avere più sicurezza» ribadisce Manfroi. Ecco allora l’impegno nei confronti dell’edilizia sociale per le giovani coppie e in una maggiore connessione tra territorio e scuola, per evitare che i giovani emigrino fuori provincia. Gli sforzi saranno concentrati nel portare il Veneto una regione a statuto speciale, interviene De Pasqual: «Crediamo in un bellunese unito, dove le parti più antropizzate e quelle più alte collaborino, perché solo in questo modo ci sarà l’autonomia di decidere che servizi potenziare nelle nostre aree». E’ il caso della sanità: «Le dimensioni – sostiene il medico – meritano una stretta collaborazione tra autorità sanitarie per capire cosa potenziare e dove cercare un appoggio esterno». Per l’economia, particolare attenzione è data ai piccoli artigiani e agli agricoltori, ma anche alle altre aziende con sgravi fiscali, soprattutto per chi opera in territori limitrofi. «Nessuno ha la bacchetta magica per risolvere la crisi, ma la struttura economica del secondario, va sostenuta, così come è necessario potenziare l’offerta turistica» secondo De Pasqual, mentre Manfroi pone l’accento sull’importanza di mettere in rete le strutture ricettive già presenti, soprattutto le forme sostenibili come b&b e agriturismo. Tra le priorità i collegamenti sono nodi centrali anche nella viabilità, per De Pasqual: «Il collegamento tra A27 e A23, potrebbe aprire molte porte ad est, sia per il sistema industriale, sia per il terziario». Non si tratta solo di grandi opere ma anche di importanti interventi per migliorare lo spostamento interno di pendolari, studenti e lavoratori con una metropolitana di superficie tra Feltre e Calalzo e corse più rapide di mezzi pubblici per Padova e Venezia in modo da ridurre il traffico a tutto vantaggio del territorio. Per fare tutto questo entrambi i candidati concordano: non si può aspettare il contributo una tantum dei fondi per le aree di confine, che vanno a fare differenziazioni all’interno dei comuni bellunesi, ma è necessario un impegno coeso in un quadro unità con tutto il Veneto.